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Appaiono piuttosto confuse e discordanti le dichiarazioni del 48enne Nicola Feroleto, il padre di Gabriel, il bimbo di 2 anni strangolato dalla madre lo scorso 17 aprile

L’uomo, infatti, è stato arrestato con l’accusa di concorso in omicidio, sebbene gli inquirenti continuino a ritenere che l’esecutrice materiale del terribile fatto sia la mamma, la 29enne Donatella Di Bona.

Nicola Feroleto durante un'intervista
Nicola Feroleto durante un'intervista

Le dichiarazioni confuse del padre del bimbo strangolato

Eppure, le affermazioni rese dal papà del piccolo Gabriel sembrano contraddirsi. A 48 ore dalla morte del figlio, il 48enne aveva rilasciato un’intervista, in cui negava le accuse da parte dell’ex compagna. La 29enne aveva accennato alla presenza dell’uomo durante l’omicidio. 

In particolare, aveva affermato: “Non ero presente quando è successo il fatto. Avrei strappato Gabriel dalle mani di Donatella. L’avrei calmata e tutto sarebbe finito lì. Le ero vicino, non stava bene. Più volte l’ho accompagnata in ospedale e a fare delle visite, la volevo aiutare”. 

Prima confessa, poi ritratta

In un secondo momento, però, Nicola Feroleto aveva confermato quanto affermato dall’ex compagna. Ascoltato da Salvatore Scalera, il Gip del Tribunale di Cassino, per l’interrogatorio di garanzia, difatti, aveva riferito di essere stato presente nel corso della commissione del delitto e di aver, quindi, assistito allo stesso, ma di non aver partecipato. 

Successivamente, sempre durante il confronto durato circa un’ora e avvenuto alla presenza dell’avvocato Luigi D’Anna, il legale da lui scelto, il padre del bimbo strangolato aveva ritrattato quanto precedentemente detto, sostenendo di essere totalmente estraneo ai fatti

L'uomo è stato arrestato con l'accusa di concorso in omicidio
L'uomo è stato arrestato con l'accusa di concorso in omicidio

La presunta versione dei fatti

Tuttavia, a seguito dell’interrogatorio, il Gip ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Nicola Ferolato e, al contempo, non ha convalidato il fermo, in quanto mancherebbe il requisito del pericolo di fuga. 

Inoltre, gli inquirenti ritengono plausibile un’altra versione dei fatti. In base a essa, il piccolo Gabriel sarebbe stato ucciso di mattina e i genitori avrebbero abbandonato il corpo in strada, per poi inscenare l’incidente stradale nel pomeriggio. Questa ricostruzione delle dinamiche, tuttavia, non è stata confermata. 

Comunque, nella giornata di lunedì 29 aprile, presso l’Ospedale di Cassino, verrà allestita la camera ardente per il bimbo.