Processo Stato Mafia, assente il super testimone Ciancimino colto da ictus

Si è tenuta oggi di fronte alla Corte d’Assise di Palermo la prima udienza del dibattimento di appello riguardo il processo sulla trattativa Stato-Mafia. In aula, però, mancava Massimo Ciancimino, imputato e super testimone. Secondo i suoi legali, il 56enne avrebbe avuto un ictus e sarebbe ricoverato al centro clinico di Regina Coeli, a Roma. A seguito del malore è stata chiesta, dal suo avvocato, una perizia per valutare se il detenuto sia in grado di partecipare lucidamente al processo. Sulla questione i giudici si sono riservati la decisione.

Massimo Ciancimino sta davvero male?

Durante la prima udienza del dibattimento d’appello del processo sulla trattativa Stato-Mafia il grande assente, ma non l’unico, è stato Massimo Ciancimino. L’avvocato Roberto D’Agostino, suo legale, ha annunciato la rinuncia del suo assistito a presenziare in aula per motivi di salute. Il pregiudicato, infatti, sarebbe ricoverato al centro clinico del carcere Regina Coeli, nella Capitale. D’Agostino ha dichiarato che “Nei giorni scorsi è caduto, ha perduto più volte l’orientamento ed ha avuto problemi gravi all’eloquio e ha una paresi parziale al lato sinistro“.

Massimo Ciancimino. Immagine: Ansa
Massimo Ciancimino. Immagine: Ansa

Per tale motivo, l’avvocato ha richiesto una perizia sulle condizioni del superteste: “Alleghiamo la cartella clinica e presentiamo istanza affinché la Corte disponga una perizia per accertare se Massimo Ciancimino possa partecipare, coscientemente, alle udienze“.

I giudici, con il presidente Angelo Pellino, si sono riservati una decisione sull’argomento, in quanto l’autorità carceraria, tramite un certificato medico, ha fatto sapere che l’imputato è vigile e lucido.  

Si è tenuta oggi la prima udienza del dibattimento di appello riguardo il processo sulla trattativa Stato-Mafia. Immagine di repertorio
Si è tenuta oggi la prima udienza del dibattimento di appello riguardo il processo sulla trattativa Stato-Mafia. Immagine di repertorio

Altri assenti all’udienza

Non solo il figlio dell’ex sindaco di Palermo, in aula mancavano anche Antonio Subranni, ex capo del Ros e Marcello dell’Utri.

Condannati entrambi, nell’aprile scorso, a scontare 12 anni di reclusione. Il boss Leoluca Bagarella e l’ex medico mafioso Antonio Cinà non erano fisicamente presenti al processo, ma collegati in videoconferenza dal carcere. Infine, anche Giovanni Brusca si è messo in contatto dal sito segreto dove è detenuto. Anch’egli legato a Cosa Nostra si è successivamente pentito, diventando collaboratore di giustizia; per lui fu dichiarata la prescrizione del reato.