Cronaca

Regeni, la madre attacca Vecchioni per una canzone su Giulio: la risposta del cantante

Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, interviene al Salone del Libro di Torino e attacca Roberto Vecchioni, autore di una canzone sul figlio scomparso che non voleva che l'autore pubblicasse. La risposta del cantante
primo piano paola deffendi davanti a un microfono e roberto vecchioni in posa mentre si tiene gli occhiali

Giulio è di là che dorme, Giulio è di là che dorme e sogna un calcio di rigore. Sogna un gelato enorme. Se vi sedete sta per arrivare“, questo è un piccolissimo estratto della canzone scritta da Roberto Vecchioni su Giulio Regeni. Canzone che ora rimbalza da un lato all’altro del Salone del Libro di Torino ove è intervenuta la madre del ricercatore. Parlando di Vecchioni però, la madre Paola ha voluto prendere le distanze.

Salone del Libro di Torino: l’intervento di Paola Deffendi

Una folla di persone attendeva l’intervento di Paola Deffendi al Salone del Libro di Torino quest’oggi, giorno inaugurale preceduto da fortissime polemiche per la presenza della casa editrice AltaForte.

La madre di Giulio Regeni è infatti giunta a Torino per prendere parte, insieme al marito, all’incontro all’arena Bookstock.

Importanti e commoventi le parole spese per ricordare il figlio, ucciso a Il Cairo all’inizio del 2016 e per la cui morte è stata istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta: “Giulio era uno di voi, curioso, affamato di vita e di verità. Come ora lo siamo noi che non smetteremo mai di ricercare la verità sulla morte di nostro figlio“.

Dichiarazioni che colpiscono dritte al cuore: “Giulio amava la ricercacontinua la madre, rivolgendosi ad un giovane pubblico a cui ha portato, a sorpresa, alcuni libri presi dalla libreria del figlio scomparso – Così come la amiamo noi e credo la amate voi. Credo che sia l’unica strada per le persone per bene“.

L’invettiva contro Roberto Vecchioni e la canzone Giulio

In maniera del tutto parallela, si agita una polemica scatenata proprio da alcune parole rilasciate dai genitori di Giulio Regeni, sempre proiettati verso l’obiettivo e poco inclini a deviare il proprio percorso.

Lontani dai riflettori, i Regeni hanno sempre fatti sentire la propria voce nei luoghi di giustizia e molto poco ai media.

E per questo motivo la madre soprattutto non riesce a digerire il testo di una canzone scritta da Roberto Vecchioni proprio sul figlio. La chiosa è aspra: “Non abbiamo bisogno di canzoni su Giulio. Come quella scritta da un noto cantautore settantenne, o di scoop giornalistici come quello recentemente fatto – continua la madre di Regeni – Da una giornalista che rendendo noto un nome ci ha creato un grave danno, ma di condivisione e collaborazione“.

Chi sa – si appella alla collettività Paola Deffendi dai meandri del Salone del Libro – Chi vuole dire qualcosa sulla morte di nostro figlio, prima parli con la sua famiglia e con il nostro legale. Così ci potete aiutare; in caso contrario è meglio il nulla, grazie. Ci siamo già noi“.

La replica di Roberto Vecchioni

E per quanto la Deffendi non abbia trovato opportuno rendere noto il nome di Vecchioni, il riferimento è a lui e alla sua canzone Giulio. Contro di lui anche queste parole, espresse sempre dalla Deffendi: “Non rispetta i nostri sentimenti.

Questo cantante ha 70 anni, potrebbe andare in pensione“. Sembra infatti che ancora prima che il testo e le note venissero date in pasto ad una casa discografica, i genitori di Regeni avrebbero chiesto a Vecchioni di non pubblicarla.

La risposta del cantante si è fatta attendere pochissimo e così ha rilasciato a Rolling Stone: “Le ho detto che questa è una canzone simbolo, in cui la madre protagonista è in realtà una madre universale. Come Andromaca, la mamma di Cecilia nei Promessi Sposi, Ida per la Morante o la Madre coraggio di Brecht“.

Una madre che, come spiega Vecchioni, non è solamente la Deffendi ma che è madre degli uomini: “Al centro del pezzo ci sono le mamme del mondo, e i loro figli meravigliosi.

Si fa accenno alla vicenda di Giulio, ma in maniera corretta e innamorata, senz’altro dalla sua parte“. Ed è proprio per questo che Vecchioni, con la pubblicazione di questa canzone, non crede di aver leso in alcun modo la sensibilità né il diritto della Deffendi.

Pubblicata contro il volere dei Regeni

Conferma inoltre che i genitori gli chiesero di non pubblicarla e il perché ciò non sia accaduto lo spiega Vecchioni stesso: “Perché me lo imponeva la mia libertà espressiva, non mi si può togliere una canzone“. Tuttavia spiega come abbia avuto molta cura di non commercializzare troppo il pezzo, avendolo in serbo per intimi momenti del suo tour e sottraendolo alla volontà di chi lo voleva far diventare un singolo: “Non volevo strumentalizzare la vicenda, non so cos’altro avrei dovuto fare“.

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