Foggia, ex prete condannato a 20 anni di carcere per abusi su minori

Purtroppo la cronaca è piena di casi simili, scoperti dopo molti anni o attuali, avvenuti in Italia o all’estero. Lo scandalo della pedofilia nella Chiesa non accenna a diminuire. Questa volta, la vicenda arriva dalla provincia di Foggia. Un ex prete condannato a 20 anni di carcere. Per Giovanni Trotta l’accusa è di violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedopornografico e adescamento di minori.

Gli abusi sui minori

Giovanni Trotta, ex sacerdote foggiano di 57 anni, avrebbe commesso abusi sessuali nei confronti di 10 minorenni, tra gli 11 e i 13 anni, nel 2014. Su di lui iniziarono a indagare gli investigatori della polizia postale, coordinati dai pm di Bari Simona Filoni e Domenico Minardi.

Erano a conoscenza di un solo caso, ma con l’approfondirsi delle indagini scoprirono la terribile realtà. Tutti gli episodi con i 10 ragazzi erano avvenuti nello stesso periodo e con le stesse modalità. L’ex prete condannato aveva modo di passare molto tempo con i minori dal momento che era il loro dirigente e allenatore della squadra di calcio, in provincia di Foggia. Non solo, gli faceva anche da insegnante di doposcuola. Di loro avrebbe approfittato nella sua abitazione, sia uno alla volta sia in gruppo.


Nel 2012 Trotta era stato già ridotto allo stato laicaleper gravi crimini contro l’infanzia“, ma questo non gli impedì di continuare per mesi a violentare i minori.

Abusi su minori. Immagine di repertorio
Abusi su minori. Immagine di repertorio

Il primo processo all’ex prete condannato

Per quel primo caso scoperto dalla polizia postale, Trotta è stato condannato a 6 anni con pena definitiva dal gup di Bari. Il quale ha giudicato anche “superficiale l’atteggiamento tenuto dalle locali autorità religiose“, in quanto dopo la riduzione allo stato laicale “hanno mantenuto assoluto silenzio, consentendogli addirittura di continuare a indossare il clergy e a farsi chiamare don Gianni“. In questo modo hanno permesso “all’imputato di continuare impunemente a frequentare minori e a farne oggetto delle sue abominevoli perversioni“.

L’ex sacerdote è in carcere da aprile del 2015. 

Polizia postale. Immagine: Sito Polizia di Stato
Polizia postale. Immagine: Sito Polizia di Stato

La condanna per gli altri casi

Scoperti gli altri episodi, la condanna in primo grado era stata di 18 anni di reclusione. Adesso, però, la Corte di Appello di Bari ha aumentato la pena a 20 anni. In più dovrà anche pagare una multa di 150mila euro per il vincolo della continuazione con una precedente condanna definitiva. Li fotografava durante gli atti sessuali che avvenivano nella sua casa. Per tale motivo, è stato anche condannato per pornografia minorile e divulgazione di materiale pornografico. Inoltre, attraverso le chat di Whatsapp e Facebook aveva attirato a sé altri quattro 12enni, è stato condannato, infatti, anche per adescamento. Agli atti dei due processi molte prove: le testimonianze dei minori, le foto e i messaggi incriminanti.