La strage di trichechi nel Mar Glaciale Artico (Foto Netflix)


Centinaia di trichechi che precipitano da una scogliera alta 80 metri, dove non sarebbero mai dovuti salire. L’impatto col suolo è tremendo e non lascia scampo. Una strage inconcepibile, soprattutto perché causata ancora una volta dal surriscaldamento globale di cui siamo i principali responsabili. Tutto ciò è stato ripreso e documentato dalla troupe del documentario Our Planet, in onda su Netflix. 8 puntate, della durata di circa un’ora ciascuna, che mostrano le bellezze del nostro pianeta e le tremende conseguenze della crisi climatica che, volenti o nolenti, stiamo causando: all’ambiente, al mondo animale, e a noi stessi. Lo scopo del documentario è infatti far prendere coscienza all’opinione pubblica e alla classe dirigente che l’emergenza climatica è una realtà presente, non un’ipotesi futura. E alcune specie stanno già pagandone il prezzo.

Il più grande raduno di trichechi al mondo

Verso la fine della seconda puntata della serie, Frozen Worlds (“Mondi congelati”), il documentarista e divulgatore scientifico David Attenborough (voce narrante del documentario) racconta una straziante strage di trichechi sulla costa nord-orientale della Russia, bagnata dal Mar Glaciale Artico. Siamo nel posto più vicino ai territori di caccia del tricheco, dove si va a cercare riposo. Il più grande raduno di trichechi sul pianeta avviene qui. Oltre 100.000 esemplari si son ammassati su un’unica spiaggia. Perché la terra ghiacciata dove i trichechi riposano e le femmine si prendono cura dei cuccioli sta scomparendo, ogni anno di più, e lo spazio non basta per tutti. Molti muoiono lottando con le zanne affilate per guadagnarsi un centimetro, oppure soffocati sotto il peso degli altri. Ogni tricheco adulto, infatti, pesa circa una tonnellata.

Il raduno di migliaia di trichechi (Foto Netflix)
Il raduno di migliaia di trichechi (Foto Netflix)

I trichechi precipitano nel vuoto, andando incontro ad una morte atroce

Man mano che scorrono le immagini, Attenborough racconta della tragica fine di centinaia di trichechi, che per trovare uno spazio per riposarsi si arrampicano su scogliere e rupi rocciose alte fino a 80 metri. Ma là sopra non dovrebbero salire. Sulla terra ferma i trichechi si muovono con difficoltà, hanno una pessima vista e non hanno stabilità. Ma son costretti a cercare uno spazio che non c’è. Quando cercano di tornare giù per sfamarsi, finiscono per cadere, a decine, a centinaia, sfracellandosi al suolo. Nelle ultime riprese, si vede una distesa di tanti, troppi cadaveri di trichechi, precipitati e morti in modo atroce. La causa primaria è sempre la solita: il surriscaldamento climatico, che limita o distrugge il loro habitat naturale, portando a queste estreme conseguenze.

Un tricheco che precipita dalla scogliera (Foto Netflix)
Un tricheco che precipita dalla scogliera (Foto Netflix)

Il documentario racconta le conseguenze già in atto del surriscaldamento globale

L’intero documentario Our Planet, realizzato in 4 anni con spettacolari riprese in ogni angolo del globo e in collaborazione con il WWF, è incentrato proprio sulla questione climatica, con l’intento di diffondere non solo con i dati, ma con le immagini, quanto il nostro pianeta stia soffrendo a causa nostra. Dalla barriera corallina alla foresta amazzonica, dall’Antartide agli oceani, il Nostro Pianeta è un Paradiso ricco di creature meravigliose, diverse e interdipendenti. Ma oggi ci troviamo in crisi, la situazione sta rapidamente peggiorando, numerose specie animali e vegetali sono in via d’estinzione. Se la rotta non verrà invertita in tempi rapidi, assisteremo ad eventi catastrofici e a conseguenze incontrovertibili. La nostra Terra chiede aiuto e rispetto, e noi, che la stiamo sfruttando nel modo sbagliato, mettendo a rischio la nostra stessa sopravvivenza, abbiamo il dovere di rispondere al suo appello.

Uno dei trichechi morti tragicamente (Foto Netflix)
Uno dei trichechi morti tragicamente (Foto Netflix)