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Il clima intorno al decreto sicurezza bis è sempre più rovente. Il provvedimento inserito tra i ‘cavalli di battaglia’ della Lega rischia di ‘sostare’ più a lungo del previsto nelle maglie di tensioni politiche crescenti. Il Consiglio dei ministri del 20 maggio scorso è stato teatro di aspra contesa e, alla resa dei conti in chiusura di seduta, non è emerso nulla di utile a livello decisionale. Una paralisi di governo che alimenta e rinvigorisce le opposizioni, con un Silvio Berlusconi in fase offensiva frontale contro il premier Conte, “burattino i cui fili sono tenuti dai due vicepremier“.

Cdm, è scontro sul decreto sicurezza bis

Sicurezza e famiglia, temi caldi della maggioranza giallo-verde, sono croce e delizia di un governo che si inceppa spesso in dinamiche dialettiche contrapposte.

Da una parte la Lega, con un Salvini sempre più determinato a non abbassare la guardia e la voce, dall’altra il M5S, secondo alcuni troppo ‘a sinistra’ per restare nell’alveo di un’alleanza che non risparmia attriti reciproci.

Il campo di battaglia, su tutti, è il decreto sicurezza bis nella sua nuova bozza, con un testo che presenterebbe “criticità” evidenziate dal Colle. Quest’ultima la precisazione del premier, cui è seguita una richiesta di chiarimenti da parte del ministro dell’Interno.

A detta di Salvini, il provvedimento si doveva votare comunque. Ma tutto è stato sottoposto a rinvio, compreso il decreto famiglia e natalità tanto caro a Luigi Di Maio.

Una giornata di tensioni

E quella del 20 maggio, per tutta la sua durata, è stata una giornata politica caratterizzata da tensioni capillari che hanno permeato il tessuto del confronto tra le maggiori forze in campo.

Il sottosegretario della Lega, Giorgetti, ha esposto il suo j’accuse nei confronti di Giuseppe Conte, avanzando sospetti su una presunta faziosità. A stretto giro, la replica del premier, che ha chiaramente invitato il suo interlocutore a presentarsi in Cdm per esprimere le stesse considerazioni.

Un botta e risposta livido che si è innestato nel contesto di una palpabile frizione tra Lega e Movimento 5 Stelle, emerso dalle parole di Salvini al forum dell’Ansa: “Fiducia in Conte? Certamente, se tutti mantengono la parola si va avanti 5 anni, il problema sono i no del M5S“.

E in questo scenario frastagliato, il rinvio preventivo del decreto sicurezza bis al Quirinale, secondo alcune analisi dell’ultima ora, suona come un eccesso di cautela inviso al leader leghista, che starebbe faticando (non poco) per trattenere i suoi passi lontani da una frattura con i pentastellati.

L’affondo di Silvio Berlusconi

Aria di grandi cambiamenti anche a destra, dove il ‘Silvio Berlusconi pensiero’ si fa sempre più piccato. Il suo parere sull’attuale assetto di governo arriva dal talk di Rete 4 Quarta Repubblica, con un’analisi personale destinata ad acuire il pressing sul premier: “Giuseppe Conte è un buon comunicatore, prova a comportarsi come un vero presidente del Consiglio, ma mi sembra più un burattino di Di Maio e Salvini“.

Il leader di Forza Italia, dunque, avrebbe in mente l’immagine di un primo ministro ormai “intrappolato” nella rete delle beghe intestine tra Lega e 5 Stelle, dove le due forze si contendono il controllo su un elettorato spiazzato da continui tira e molla.