michele bravi

In un’intervista rilasciata al Corriere della sera, Michele Bravi ha parlato del tragico incidente, avvenuto il 22 novembre scorso, in cui la sua automobile si è scontrata con una moto su cui era a bordo una donna di 58 anni, Rosanna Colia, che, purtroppo, ha perso la vita. Dopo le parole del suo avvocato che solo una decina di giorni fa aveva smentito molte informazioni circolate sia sulla dinamica dello scontro tra i due veicoli che sull’iter giudiziario in cui è coinvolto il cantante, adesso il giovane rompe il silenzio rivelando che sta trascorrendo un periodo difficilissimo che sta lentamente superando grazie alla vicinanza delle persone care e alla psicoterapia.

Michele Bravi e il terribile incidente

Michele Bravi ha rivelato di essere rimasto in silenzio per mesi – un silenzio rotto solo con un post sui social alla fine di marzo – atterrito dal dolore causato dal tragico incidente, ma anche con l’intenzione manifesta di essere il più possibile ossequioso: “Il rispetto per questa tragedia mi ha portato al silenzio. Tornare a parlare è strano: questa non è solo la mia storia.

Non so. Sono sempre stato uno che parlava molto, il silenzio mi spaventava. Ho iniziato a scrivere canzoni proprio perché mi faceva così paura e preferivo riempirlo con le melodie che avevo in testa. Eppure sono stato mesi senza dire una parola“.

Dopo quel terribile incidente, la vita del cantante è irrimediabilmente cambiata. La tragedia ha fatto assumere un significato diverso al dolore ma anche alle cose che caratterizzano il quotidiano: “Una persona mi ha detto che cercare un significato al dolore è una forma pigra di sofferenza.

(…) Impari a convivere con il male. È come se avessi qualcosa davanti gli occhi per cui non vedi più le cose come prima. Anzi, quasi non mi ricordo più come era prima. (…) Ora anche il silenzio per me ha un altro suono“.

Il rapporto ritrovato con la musica: una panacea dopo la tragedia

Michele Bravi non è riuscito per diverso tempo, dopo il tragico incidente, nemmeno ad avere un rapporto con la musica. Qualcuno però un giorno gli ha dato un paio di cuffiette e l’ha riportato a casa, in Umbria, facendogli ritrovare quella parte fondamentale della sua vita: “Per tutto il tempo, cinque ore, andava la stessa canzone, ma quel gesto mi ha fatto tornare la voglia di poter essere anche io, per altri, quello che era per me quel cantante mentre lo stavo ascoltando“.

Ma, purtroppo, sembra ancora lontano il giorno in cui il giovane artista tornerà a farsi sentire su un palco: “Tutto ha un peso diverso: anche come percepisco la mia voce è diverso. Da quando ho indossato quelle cuffie la musica è tornata con me. Quella stessa persona mi ha regalato un pianoforte.

Ma dire che ho ritrovato la mia voce è prematuro. Ho tanta voglia di ricostruire la realtà“. Per risalire la china, forse, ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma intanto Michele Bravi non si arrende e continua a lottare per rimettere a posto la sua vita: “È come se avessi fatto un viaggio… Sto cercando di tornare, ma non so se ci riuscirò. È un primo mattoncino per ritrovare la mia realtà“.