luigi di maio

Luigi Di Maio chiude la campagna elettorale a Otto e mezzo, intervistato da Lilli Gruber e il giornalista de Il Sole 24 Ore Sebastiano Barisoni. Il leader del Movimento 5 Stelle si presenta in una veste più moderata e annuncia che da lunedì, dopo le elezioni europee, si aprirà una nuova fase del governo, cercando toni più concilianti con i colleghi della Lega, con cui ultimamente ci sono stati aspri diverbi.

Luigi Di Maio è ottimista sui risultati europei

Nonostante gli ultimi sondaggi che è stato possibile consultare parlino di una flessione del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio non teme il giudizio delle urne.

Siamo sempre stati sfavoriti e alla fine abbiamo sempre stupito. Aspettiamo domenica per i risultati. Io penso che gli italiani ci hanno sempre stupito“.

Il rapporto con Matteo Salvini e la Lega

I risultati però avranno un peso importante sul futuro del governo Lega e 5 Stelle, già incrinato da rapporti che sembrano sempre più sfilacciati tra i due alleati. A pesare il caso Siri, su cui il leader pentastellato non fa marcia indietro. “Contrastare la corruzione è un valore, sono loro che devono capire se vogliono stare ancora al governo con i 5Stelle“, dichiara, “Come ministri dobbiamo lavorare insieme, ma su alcuni temi non puoi che aspettarti l’intransigenza.

Il rapporto è cambiato da quando c’è stato il caso Siri“.

Con Matteo Salvini non c’è rottura definitiva: “Io voglio spiegare che non è una questione personale, finché abbiamo seguito il contratto di governo siamo andati bene“, spiega, puntualizzando che il problema è quando si parla di alcuni temi cavalcati dal segretario leghista. “Sottomissione della donna a Verona, proliferazione delle armi, abolire l’abuso di ufficio” sono gli argomenti di contrasto tra Lega e Movimento.

Luigi Di Maio a Otto e mezzo
Luigi Di Maio a Otto e mezzo

Tav, imprenditori e sviluppo

Nonostante la gelida accoglienza durante l’assemblea di Confindustria, Di Maio difende il rapporto con gli imprenditori: “Con Boccia abbiamo avuto modo di confrontarci negli ultimi mesi, questo ha già dato vita al decreto Sblocca Cantieri e Crescita, un lavoro di squadra con le associazioni di categoria“.

E sulle accuse di voler bloccare i cantieri, smentisce: “Mi dispiace che si dica che noi stiamo bloccando le infrastrutture.

Sulla Tav con ragionevolezza abbiamo detto non perdiamo i fondi europei“, aprendo un dialogo tra Conte e Macron. Il Movimento si dissocia dai tempi in cui gli imprenditori erano soprannominati “prenditori”, un aggettivo che Di Maio assicura era riferito solo a quelli che approfittavano delle possibilità offerte dal Paese senza poi fare la propria parte.

Il futuro in Europa del Movimento 5 Stelle

L’incognita delle alleanze in Europa rimane: “Su Farage quella fu una scelta di 5 anni fa di un Movimento appena nato. Oggi ci potrebbe essere la stessa occasione, io invece sto guardando a un altro gruppo e cercheremo di mettere al centro anche il Patto di crescita e stabilità e questo ci consentirà di abbassare il cuneo fiscale“.

Un Di Maio più moderato

Io non sono mai stato uno che incendiava le vetrine“, risponde in merito allo slittamento al centro del Movimento, “Quando si parlava di Verona non ho assunto posizioni di sinistra, cercavo di far ragionare“.

In merito alla politica economica: “L’austerity ha indebolito l’Europa. I sovranisti pensano solo agli interessi dei loro Paesi, quindi io penso a una terza Europa che faccia rivivere il senso di solidarietà anche economica“.

La fase 2 del governo gialloverde

Deve iniziare una fase due del governo da lunedì.

Su 10 provvedimenti di questo governo 9 sono a firma del Movimento 5 Stelle. Io mi auguro che da lunedì i leghisti possano lavorare di più“, è la provocazione del ministro del Lavoro, “Io credo che ci sia stato un atteggiamento di accusa verso i 5Stelle ma non è che loro li vedevo lavorare sui dossier“.

Il pentastellato assicura che “il governo deve andare avanti, anche come argine di una serie di idee strampalate” portate avanti dall’opposizione del PD ma anche dagli alleati di governo.

Immigrazione e flat tax

A tenere banco sono alcuni argomenti scottanti come appunto quello delle migrazioni.

In merito Di Maio dichiara: “Sul tema dell’immigrazione il tema è quello dei rimpatri, io ho visto molto proposte utile su quello che fanno molti imprenditori in Africa. Se noi facciamo gli accordi di cooperazione e sviluppo poi possiamo fare i rimpatri“.

Sulla flat tax voluta dalla Lega, Di Maio frena: “Non aumentiamo l’Iva per fare la flat tax. Io penso che bisogna abbassare le tasse o mettendo più soldi in busta paga o abbassando il cuneo fiscale sugli imprenditori“.

I decreti in ballo

Il decreto Crescita e Sblocca Cantieri, assicura Di Maio, “saranno convertiti entro la settimana prossima, massimo quella dopo.

Nella prima parte di questo governo ci siamo occupati di riforme sociali. In questa fase 2 ci occupiamo del ceto medio che adesso ha bisogno di aiuto“.

Per fare cassa “Dobbiamo aumentare la torta, il tema vero è che per farlo dobbiamo aggredire l’evasione fiscale e l’altro è la revisione della spesa pubblica. Tagliamo gli enti inutili e recuperiamo le risorse“.