Novara, Leonardo picchiato a morte la disperazione del padre

La città di Novara è piombata in un silenzio carico di dolore e rabbia per la morte del piccolo Leonardo Russo, secondo gli inquirenti massacrato di botte e ucciso dalla madre e dal compagno. La coppia è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato. Su Facebook lo sfogo della nonna, Tiziana Saliva, i cui post hanno scatenato reazioni contrastanti. Gaia Russo, 22 anni, e Nicholas Musi, 23, si trovano rispettivamente ai domiciliari e in carcere.

La nonna di Leonardo: “Resuscitalo”

Signore se esisti resuscitalo“. È con queste parole che Tiziana Saliva, nonna del piccolo Leonardo, ha deciso di affidare a Facebook il suo sfogo dopo la morte del nipotino accompagnandolo con una canzone intitolata Resuscitami.

E ancora: “Perché hai voluto il mio angelo? Tu ne hai tanti, restituiscimelo“.

Due giorni prima, il 24 maggio, un altro post della donna: “Sei e sarai per sempre un angelo puro e delicato. Nessuno merita il tuo perdono, siamo tutti indegni e dannati“. Gli utenti hanno reagito in modo contrastante davanti a queste frasi, tra chi chiede silenzio per la piccola vittima e chi offre la sua vicinanza alla famiglia.

I funerali del bambino sono stati fissati per il 28 maggio, giorno in cui la città di Novara osserverà il lutto cittadino. Intanto sembra essersi ulteriormente aggravata la posizione dei due arrestati, la madre e il suo compagno. Prima del fermo si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Madre e compagno arrestati

La morte di Leonardo, il bimbo di Novara massacrato di botte e ucciso a 20 mesi, avrebbe ancora pochi risvolti da chiarire. Secondo gli inquirenti, a provocare il decesso del minore sarebbero stati i colpi inferti dalla madre, Gaia Russo, e dal compagno di lei, Nicholas Musi.

Entrambi sono stati arrestati e la ragazza si trova ai domiciliari perché incinta del secondo figlio. La prima versione della coppia attribuiva lo stato del bambino a una caduta dal lettino, ma si tratta di un resoconto sconfessato clamorosamente dall’esito dell’autopsia.

A uccidere Leonardo, il cui corpo presentava “lesioni multiple” e segni di evidenti “maltrattamenti pregressi“, sarebbe stato un fortissimo colpo all’addome. Il decesso sarebbe subentrato nel giro di una trentina di minuti a causa di una severa emorragia al fegato.

Il quadro descritto dai due indagati si è rivelato completamente incompatibile con quanto rilevato in sede di esame autoptico. Testa, torace, schiena, genitali sono alcune delle aree del cadavere maggiormente interessate da tracce di efferate violenze (alcune da ricondurre alle ore precedenti alla morte).