notre dame

Era il 15 aprile scorso quando uno dei simboli di Parigi nonché di tutta la Francia, la cattedrale di Notre Dame, veniva drammaticamente avvolta dalle fiamme, divorata dalla brutalità di una catastrofe. A quasi 2 mesi dal dramma, l’Agenzia regionale della Salute della Ile-de-France,insieme alla polizia di Parigi, ha comunicato e messo in evidenza una sospetta concentrazione di piombo presente nell’aria, dovuta proprio all’incendio di Notre Dame. Una concentrazione che potrebbe essere potenzialmente nociva per la salute degli abitanti.

Notre-Dame, i residui della combustione

È arrivato in questi giorni l’avviso diramato da l’agence régionale de santé Ile-de France nonché dalla Polizia di Parigi.

Un allarme rivolto ai cittadini, gli abitanti della zona limitrofa alla cattedrale di Notre Dame, logorata dalle fiamme, scarnificata lo scorso 15 aprile.

Un avviso ma ancor più una raccomandazione. Secondo quanto appreso dalle fonti locali francesi, le autorità hanno voluto sottolineare come, nel momento del rogo, anche gli edifici immediatamente circostanti alla cattedrale, abbiano risentito della combustione.

In particolare, nel comunicato, si apprendente dell’inquietante presenza di piombo – in una concentrazione che supera i limiti consigliati – negli ambienti circostanti.

Il motivo è ovviamente dovuto, su tutto, all’impressionante crollo della guglia e in particolar modo alla combustione della sua parte metallica, ricca di piombo (si calcolano circa 250 tonnellate).

Rilevate tracce di piombo nel sangue di un bambino

Secondo quanto riportato da Doctissimo da un ufficiale: “I valori registrati (ndr. nella zona immediatamente circostante alla Cattedrale) evidenziano la presenza di piombo in alcune aree, molto localizzate, specialmente nei locali che potrebbero essere stati lasciati aperti al momento dell’incendio e dove si sono poi depositati i residui“.

Si rinviene come già anche nel sangue di un bimbo, tra i residenti in zona, siano state trovate tracce di piombo in numero superiore a quanto consentito, dunque sopra la soglia di sicurezza. Mentre si invita la popolazione a pulire – con salviette umidificate – l’interno delle proprie abitazioni, oggetti e mobili, parallelamente le autorità consigliano soprattutto le famiglie, le donne incinte e i piccoli bimbi sino ai 7 anni, più esposti al rischio perché frequentanti luoghi pubblici e giardinetti molto più difficili da bonificare, di sottoporsi ad alcune analisi del sangue appositamente pensate per rilevare le tracce di piombo (che non deve essere superiore ai 50 microgrammi per litro).

Non è del tutto escluso tuttavia che l’alto livello di piombo rilevato nel sangue del bimbo non sia dovuto ad un “fattore x” estraneo all’incendio di Notre Dame. Qualora venisse però certificato, è possibile sottoporsi ad un’apposita terapia volta a ripulire il sangue dal piombo.