Ousseynou Sy

Appena qualche mese fa, il 20 marzo, Ousseynou Sy, 37 anni, ha tenuto in ostaggio 50 bambini, due insegnanti e una bidella all’interno di un bus poi dato alle fiamme. Nessuna vittima comunque, anche grazie all’intervento delle forze dell’ordine e di alcuni bambini diventati famosi poco dopo la fine del caso. Ora i 37 minuti di video registrati da Sy sono stati ritrovati, ma non verranno diffusi.

Il video di Sy

Stando alle indagini dei carabinieri di Milano, coordinate dai pm Alberto Nobili e Luca Poniz, Sy aveva le idee chiare. “Viva il panafricanesimo, combattiamo i governi corrotti e critichiamo la politica europea che sfrutta l’Africa“, avrebbe detto nel video e riportano oggi Tgcom24. Le immagini che Sy aveva tentato di pubblicare non erano mai finite in rete a causa della lunghezza del video, probabilmente troppo pesante. Gli inquirenti hanno comunque sottolineato che il video non sarà diffuso perché esiste il rischio di emulazione e odio scatenate dal video: “È un video forte che da un lato potrebbe generare il rischio di segnali di emulazione e dall’altro il rischio ancora maggiore di odio verso gli africani. Si tratta di una decisione dettata da una forte esigenza di opportunità“, spiega Nobili.  La convinzione è che Ousseynou Sy volesse fare una strage sulla pista di Linate proprio usando quel bus sequestrato.

Cosa succederà a Sy

Secondo gli inquirenti, l’uomo si è mosso con “l’intento di condizionare i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri, di intimidire la popolazione“. Sy sarebbe accusato di strage aggravata da finalità terroristiche, sequestro di persona, incendio e resistenza, oltre alle lesioni nei confronti di 17 bambini, anche per i traumi da stress che hanno riportato. Per lui non è stata avanzata nessuna richiesta di perizia psichiatrica, l’uomo rischia l’ergastolo.