Inchiesta Angeli e Demoni sugli affidi illeciti di minori: il sindaco di Biabbiano resta ai domiciliari (Immagine di repertorio)

A circa 40 chilometri da Bibbiano c’è il paese di Castelnovo Monti. Lì, c’è un padre che ha vissuto una delle storie più inquietanti ora assimilabili al caso Angeli e Demoni. Otre a vedersi portare via il figlio dopo la separazione, l’uomo è stato giudicato “pazzo” da psicologi e assistenti sociali, fino a che una relazione medica non ha stabilito che fosse capace di intendere e di volere. A quel punto l’uomo si è recato dal team di professionisti che lo aveva condannato a una vita rovinata, con un registratore nascosto che serviva a documentare la conversazione con i professionisti. Quello che ha registrato, però, è molto di più, ed è diventato documento fondamentale nell’inchiesta.

Figli tolti dopo la separazione

Il padre di questa vicenda – raccontata da Il Giornale – si era separato dalla prima moglie nel 2015. Tra i due fioccavano i litigi post-separazione, ed era anche arrivata la minaccia della donna riguardo al voler portare via all’uomo i figli. Quando gli assistenti sociali vengono messi in mezzo, inizia l’incubo: l’uomo viene giudicato incapace di intendere e di volere, nonché “inadeguato a crescere i bambini”. Per questo padre non c’è solo il distacco con i figli, ma anche un trauma dovuto all’essere mandato in cura in un centro di salute mentale.

Gli incontri con i figli sono sporadici e mai in solitaria: c’è sempre qualcuno che li controlla. 

Una nuova diagnosi, la speranza

Successivi controlli mostreranno che l’uomo sta bene: una diagnosi fatta dall’asp di Castelnuovo Monti certifica come l’uomo sia sano. Niente da fare: il CTU  (consulente tecnico d’uffico) parla di nuovo a sfavore dell’uomo, che viene raggiunto da una nuova sentenza contraria. A quel punto, l’uomo si reca dai servizi sociali brandendo la sua diagnosi positiva e chiedendo spiegazioni sul perché continuino a portare avanti la tesi dell’incapacità di intendere e di volere.

Lo fa portando con sé un registratore e, complice la dimenticanza del suo zaino all’interno della stanza dopo il colloquio, registra i dialoghi tra i “professionisti”. I presenti parlano, danno la colpa a chi ha fatto la relazione medica facendo una diagnosi senza avere niente  a cui aggrapparsi, per la scomoda situazione in cui sono stati messi. E, al contempo, cercano di ipotizzare come gestire l’uomo. “Dobbiamo prenderlo dolce e poi, appena abbassa un po’ la guardia…”. Le loro parole sono agghiaccianti. “Qua lo dico e qua lo nego, come anche ha detto Micella, Dallari è stato un mongoloide a certificare quello che ha certificato dice uno, ed un altro commenta: “Lui ha denunciato la CTU perché praticamente lei ha dichiarato che questo è psicopatologico non avendo gli elementi”.

Querelato per diffamazione

L’uomo denuncia tutto, e qui arriva l’ennesima beffa: il genitore viene querelato per diffamazione dagli operatori sociali di Castelnovo Monti e anche dal Sindaco del paese. Il suo legale ha commentato a Il Giornale “Questi costruiscono diagnosi false con le quali tolgono i bambini alle persone! Ma come lavorano? Mancano buon senso e competenza professionale. E in questo modo quante vite si sono rovinate? Bisogna fare chiarezza”.

Al coro dello scandalo si è unito anche Matteo Salvini, che su Facebook ha scritto: “Solo pochi anni fa, in provincia di Sassari, un bimbo veniva strappato da suo padre e mandato, tra le urla, in una casa famiglia. Chissà quanti altri piccoli hanno subito atrocità simili“.