carta marco

Anche se è stato rilasciato, Marco Carta dovrà affrontare un processo per il furto avvenuto alla Rinascente di Milano lo scorso primo giugno. Il cantante, travolto dallo scandalo, proprio alla vigilia del suo ultimo album di inediti, si è rifugiato dietro il silenzio stampa. Carta ha deciso di non parlare della vicenda e dei suoi eventuali sviluppi.

Tuttavia le indagini sul reato commesso vanno avanti. Sono stati ascoltati testimoni, passate al vaglio le dichiarazioni. Ma ora il pm ha richiesto ed acquisito i filmati delle telecamere di sicurezza.

Nuove prove

Il pm Nicola Rossato che si sta occupando del furto di cui, a suo tempo, è stato accusato il cantante Marco Carta, ha deciso di effettuare delle indagini integrative.

Per questo ha richiesto materiale videografico prodotto quella sera dalle telecamere di sorveglianza della Rinascente di Milano, che si è costituita parte civile.

Ovviamente il contenuto dei filmati al momento resta strettamente riservato, ma potrebbe essere decisivo per una svolta nelle indagini. Inoltre in queste settimane il pubblico ministero ha raccolto nuove e dettagliate testimonianze. Il tutto allo scopo di avere un quadro più chiaro di quanto accaduto nel momento in cui la sicurezza ha fermato il cantante e quella che potrebbe essere la sua presunta complice, all’uscita del centro, con merce del valore di 1200 euro segnalata all’antitaccheggio.

Un incubo che continua

Tutto questo nuovo materiale d’indagine raccolto servirà a fare il punto della situazione il prossimo 20 settembre, data in cui è stata fissata l’udienza del processo a cui dovrà prendere parte il cantante.

Anche se è stato rilasciato, infatti, Carta dovrà rispondere di fronte al giudice delle accuse di concorso in furto aggravato. Insieme a lui, quella sera, anche Fabiana Muscas, donna di 53 anni coinvolta nel furto. La donna avrebbe confessato il furto. Insomma, anche se l’artista si gode il successo della sua ultima fatica discografica, l’incubo che la sua carriera possa essere compromessa per sempre dalla sentenza incombe ancora su di lui.