Francesco Bellomo

L’ex giudice Francesco Bellomo rimane agli arresti domiciliari per i casi di maltrattamenti nei confronti delle sue allieve. Lo scandalo è scoppiato a seguito della denuncia del padre di una delle corsiste della Scuola di formazione per la preparazione al concorso in magistratura. Bellomo ha negato le accuse durante un lungo interrogatorio. A Milano i pm chiedono l’archiviazione che verrà discussa il 16 settembre.

Bellomo agli arresti domiciliari

È stato arrestato lo scorso 9 luglio Francesco Bellomo con le accuse di atti persecutori e violenza privata. I maltrattamenti riguarderebbero 4 donne, 3 ricercatrici e una borsista, e c’è un’accusa di estorsione ai danni di un’altra corsista.

Il gip di Bari Antonella Cafagna ha rigettato la richiesta dei legali dell’ex giudice, Beniamino Migliucci e Gianluca D’Oria, che hanno presentato ricorso al Riesame. Bellomo rimane quindi al momento agli arresti domiciliari.

Milano: i pm chiedono l’archiviazione

Intanto anche il Tribunale di Milano procede con le indagini, con un fascicolo aperto nel 2017, quando sono state rese note le rivelazioni delle corsiste. I pm hanno chiesto l’archiviazione perché il comportamento dell’ex giudice non sarebbe così grave da configurare uno dei reati ipotizzati.

Sebbene molte delle richieste rivolte alle borsiste siano apparse inconferenti con quelli che sono i normali caratteri di un rapporto di collaborazione accademica“, riporta la nota dei pm, “e siano state sovente avanzate con insistenza attraverso telefonate in tarda serata e invio di e-mail, non può ritenersi che le stesse valgano ad integrare una condotta abituale di molestia e minaccia“.

I magistrati inoltre evidenziano come l’atteggiamento di Bellomo nei confronti delle studentesse non sia stato posto in essere “in via unilaterale da parte dell’indagato, ma si siano iscritti nell’ambito di una rete di scambi connotata da reciprocità“.

Le pretese dell’ex giudice andavano dal dress code a cui le studentesse dovevano attenersi, principalmente tacchi alti e minigonne, al controllo su chi frequentassero. Con alcune corsiste ci sarebbero anche stati rapporti intimi, mentre una borsista avrebbe perso la borsa perché non avrebbe soddisfatto le pressanti richieste dell’uomo.