Cronaca

Carabiniere morto a Roma, la disperazione della moglie: “Me lo hanno ammazzato”

La morte di Mario Cerciello Rega sta suscitando la commozione di tutta l'Italia, arriva adesso anche il commento disperato di sua moglie
Mario Cerciello Rega

L’Italia oggi piange la morte di un Carabiniere di 35 anni, Mario Cerciello Rega, ucciso con 8 coltellate mentre tentava di fermare due uomini sospettati di rapina. Mentre vengono ascoltati 4 sospetti, fuori dalla camera mortuaria dell’ospedale Santo Spirito di Roma si sono riunite un centinaio di persone tra amici e parenti sopraggiunti dalla Campania, regione in cui era nato il militare dell’Arma. Tra i commenti di chi oggi lo piange c’è quello, disperato, di sua moglie.

Le parole disperate della moglie di Mario Cerciello Rega

Mario Cerciello Rega si era sposato da poco meno di un mese e mezzo e solo lunedì scorso era rientrato dal viaggio di nozze.

Come riporta Tgcom 24, sua moglie Rosa Maria distrutta e tra le lacrime, all’esterno della camera mortuaria dell’ospedale Santo Spirito di Roma, rivolge al mondo il suo grido di dolore: “Me lo hanno ammazzato“. Il suo dolore è straziante e un amico disperato commenta riferendosi alla donna: “Lei viveva per lui, è una tragedia“. Come riferisce Adnkronos, dall’esterno della camera, si sentono anche le grida disperate e inconsolabili della madre e della sorella del Carabiniere ucciso con 8 coltellate, una delle quali al cuore, mentre tentava di eseguire un controllo su due sospetti di rapina.

Intanto, sono tante le persone che sono giunte nella camera mortuaria per salutare il militare dell’Arma. Tgcom 24 riferisce di un centinaio di amici e parenti giunti a Roma da Somma Vesuviana, la cittadina in provincia di Napoli di cui era originario il carabiniere.

Gli inquirenti stanno interrogando 4 persone tra cui 2 americani

Intanto, nella Caserma dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, gli inquirenti stanno interrogando 4 sospetti, di cui 2 americani, fermati in mattinata.

I due cittadini americani alloggiano in un hotel di lusso nella zona del quartiere Prati adiacente al luogo in cui si è consumato l’omicidio di Mario Cerciello Rega, il Vicebrigadiere ucciso stamattina. Gli inquirenti sospettano che i 2 facciano parte della gang che ha messo in atto il crimine soprannominato “cavallo di ritorno”: rubare della merce e poi restituirla in cambio di una somma di denaro.

Il Carabiniere in servizio con il Vicebrigadiere ucciso ha raccontato che erano nei pressi di Piazza Cavour a Roma con il collega per tendere una trappola ai due sospetti accusati di aver rubato il cellulare e il borsello ad un uomo, come racconta Il Mattino, e giunti lì per restituire la refurtiva al derubato in cambio di una somma di denaro, come gli avevano riferito al telefono.

In effetti, mentre avveniva lo scambio, i due militari dell’Arma sono intervenuti per bloccare i due balordi e fermarli ed è nata una colluttazione.

Come riporta Adnkronos, il Carabiniere ha riferito che così si è verificato il dramma: “Dopo poco ho sentito Mario urlare colpito da più coltellate. Mi sono precipitato per soccorrerlo mentre i due si davano alla fuga.

Ho chiamato subito i soccorsi e la centrale operativa per chiedere aiuto e dare la descrizione dei due aggressori“.

Le parole del capitano Ultimo per il Carabiniere ucciso

L’assassinio di Mario Cerciello Rega è stato commentato anche dal capitano Ultimo. Il colonnello Sergio De Caprio, conosciuto con il nome di “capitano Ultimo”, che ha messo in manette Totò Riina, ha commentato la morte del Vicebrigadiere ai microfoni di Adnkronos con queste parole: “È stato ucciso un carabiniere della gente, il Vicebrigadiere Mario Rega era uno di noi. Non accettiamo strumentalizzazioni sulla sua morte“.

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