Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega

Nella prima serata di oggi era giunta la notizia che due ragazzi americani erano stati rintracciati dagli inquirenti e portati in caserma.

I due erano stati indicati come i possibili colpevoli della morte del vice-brigadiere Mario Ceciello Rega. Pochi minuti fa l’annuncio, uno di loro ha confessato. I due ragazzi avrebbero rapinato il pusher mentre si trovavano a Trastevere poiché quest’ultimo aveva venduto loro dell’aspirina spacciandola per droga. Una spedizione punitiva per recuperare un po’ di soldi che è costata la vita ad un uomo di 35 anni, un carabiniere, appena tornato dal viaggio di nozze, che prestava servizio in borghese.

Omicidio carbiniere: arriva la confessione

Al momento le informazioni sono scarne, pare però che uno dei due ragazzi accompagnati oggi in caserma avrebbe confermato. Secondo quanto si legge si tratterebbe del giovane dai capelli biondi ripreso nel video delle telecamere di sorveglianza. Lo studente di 19 anni ha ammesso di essere stato lui a colpire a morte Mario Cerciello Rega.

Al momento non risultano conferme sullo stato di fermo dei due ragazzi.

La dinamica dei fatti

Una vicenda ancora tutta da verificare, gli inquirenti sembrano però essere sulla buona strada.

Secondo quanto emerso fino ad ora dall’interrogatorio, i due ragazzi americani avevano derubato un pusher del suo borsello per punirlo della finta dose di droga venduta. Invece della dose si sono trovati con una busta di aspirina. Il pusher si sarebbe rivolto ai due carabinieri, fissato l’appuntamento con i ragazzi per riavere il borsello, a presentarsi è stato il vice-brigadiere Mario Ceciello Rega che poi è stato accoltellato.

Andrea Varriale, il collega del vice-brigadiere che ha provato a salvarlo, ha raccontato di aver visto due ragazzi incappucciati, uno dei due aveva i capelli mesciati.

Inizialmente la ricerca verteva su due nord-africani, solo con il passare delle ore sono stati rintracciati i due studenti. Ad incastrarli le immagini delle telecamere.