Mario Cerciello Rega

È stato convalidato il fermo per Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth, indagati per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega. I due, di 18 e 19 anni, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio del gip. Nel sangue di Lee, che avrebbe sferrato le 8 coltellate fatali contro il militare, sono state rinvenute tracce di psicofarmaci. Per quanto le dinamiche sembrino ormai chiare, rimangono ancora molti i punti oscuri nella vicenda.

Convalidato il fermo per Lee e Hjorth

I due studenti americani che nella notte di giovedì avrebbero ucciso il vicebrigadiere nel quartiere Prati di Roma non hanno risposto alle domande del gip.

Silenzio che ha comunque portato alla convalida del fermo dopo il ritrovamento dell’arma del delitto e la confessione di Elder Lee, l’autore dell’aggressione con il coltello costata la vita al militare 35enne.

Nel sangue di Lee sarebbero inoltre state trovate tracce di benzodiazepine, probabilmente per combattere gli attacchi di panico di cui soffrirebbe. Entrambi gli americani avrebbero inoltre consumato alcol. Nonostante le letali ferite al tronco del carabiniere siano state inflitte da Lee, le posizioni del 18enne e del 19enne sono equiparate e le accuse sono di omicidio aggravato e tentata estorsione.

Il mistero del pusher

È al vaglio la posizione di Sergio Brugiatelli, 47 anni: l’uomo sarebbe il presunto pusher a cui i due studenti hanno rubato il borsello. Brugiatelli, non indagato, sarebbe stato lo “sherpa” dei due ragazzi in cerca di droga nel quartiere Trastevere. A seguito di un imbroglio nell’acquisto delle sostanze stupefacenti, per cui sarebbe stata venduta aspirina polverizzata al posto della cocaina, i due indagati avrebbero ricattato il 47enne.

Sono stati chiesti un grammo di cocaina e 100 euro come risarcimento del raggiro.

La chiamata al 112

Sergio Brugiatelli sarebbe un informatore della zona che avrebbe allertato il 112 del furto subito. Non ci sono per il momento tracce di questa chiamata e, secondo le ricostruzioni, l’uomo potrebbe essersi rivolto alle forze dell’ordine di pattugliamento nella zona.

I più vicini sarebbero stati Mario Cerciello Rega e il collega Andrea Varriale, nonostante i due militari non siano in servizio nella caserma di competenza. Non ci sarebbero state volanti di appoggio al tentativo di recupero degli effetti personali di Brugiatelli, un altro fatto che merita chiarimenti.