sparatoria usa

Un’insensata violenza ha sconvolto gli Stati Uniti: in meno di 24 ore ci sono state almeno 29 vittime in due stragi perpetrate in luoghi pubblici. A El Paso, Texas, un uomo di 21 anni, un suprematista bianco, ha aperto il fuoco in un Walmart, mentre dopo 13 ore un’altra sparatoria a Dayton, Ohio. Immediatamente si è riacceso il dibattito sulle armi da fuoco, che dall’inizio dell’anno sono state protagoniste di circa 250 sparatorie di massa. Durissimi gli attacchi al presidente Donald Trump, accusato dall’opposizione di fomentare il clima d’odio nel Paese.

El Paso: suprematista bianco uccide 20 persone

La Polizia di El Paso ha dichiarato di aver trattato la sparatoria che sabato mattina (ora locale) ha sconvolto il Paese come “terrorismo domestico“. Le vittime sono 20, mentre ci sono 26 feriti, alcuni gravi. Per Patrick Crusius, 21 anni, potrebbe essere chiesta la pena di morte, come ha annunciato il procuratore, che sta considerando di incriminare il giovane con accuse inerenti i crimini d’odio. Crusius, poco prima di entrare nel negozio nei pressi del Cielo Vista Mall, avrebbe pubblicato online un manifesto di 2,300 parole in cui parlava di “invasione ispanica del Texas“.

Beto O’Rourke, candidato alle primarie democratiche originario della città di confine, ha attaccato duramente il presidente Trump. “Il razzismo del presidente Trump non solo offende la nostra sensibilità, ma sta cambiando fondamentalmente il carattere di questo Paese“, ha dichiarato. Parole che arrivano mentre si scrutina l’attività online del killer 21enne, che avrebbe condiviso diversi contenuti di appoggio al capo di Stato.

Dayton: tra i morti anche la sorella del killer

Poco meno di 13 ore dopo, un’altra sparatoria a Dayton, Ohio, con 9 vittime e 27 feriti.

La Polizia, riporta la CNN, ha dichiarato che tra le vittime ci sarebbe anche la sorella di Connor Betts, il presunto killer. Il 24enne è morto durante la sparatoria per mano delle forze dell’ordine. La sparatoria è avvenuta nel quartiere dei locali della cittadina, anche questa, come per El Paso, perpetrata con un fucile d’assalto.

Una settimana prima, 3 persone sono state uccise in una sparatoria a Gilroy, in California. Eventi che stanno provocando la reazione durissima dei democratici contro la diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti.

La radicata lobby delle armi è stata in passato combattuta con ogni mezzo dal predecessore di Trump alla Casa Bianca, Obama, che pure non è riuscito a cambiare la legislazione. Adesso i politici democratici tornano all’attacco, chiedendo che “il giorno in cui l’NRA controlla il congresso e scrive le leggi sulle armi deve finire“, come ha twittato il candidato Bernie Sanders.

In copertina: immagine di repertorio