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Un nuovo rapporto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite mette in guardia l’Europa. “L’attuale diminuzione degli attacchi terroristici nel mondo potrebbe non durare a lungo, forse neanche fino alla fine dell’anno”, riporta l’Adnkronos citando il rapporto ONU. Il documento firmato dal coordinatore del team di specialisti dell’analisi terroristica Dian Triansyah Djani parla chiaro: la minaccia di nuovi attacchi è reale. Sebbene con la caduta di Baghuz a marzo di quest’anno il Califfato sia stato dichiarato sconfitto, l’Isis è ancora viva e agguerrita. L’organizzazione terroristica di Abubakr al Baghdadi “ha solo rinunciato al suo radicamento territoriale, non ai suoi progetti di terrore”, scrive Repubblica.

La leadership sarebbe ancora in Iraq secondo il rapporto dell’ONU, intenta a progettare nuovi attentati. Inoltre, ci sarebbero oltre 30mila combattenti sparsi per il mondo, che hanno giurato fedeltà all’Isis e guerra all’Occidente. L’allerta è dunque massima in Europa, Italia compresa.

La minaccia più grande: i foreign fighters

Il rapporto spiega dunque che sebbene Al Qaeda e Isis siano ormai ridotte a livello geografico, restino tuttavia attive e pericolose in altre forme. Hanno ancora denaro, migliaia di soldati, cellule dormienti e progetti di morte.

Il rapporto del Consiglio di Sicurezza ONU ricorda che il “Califfato virtuale” ha ancora accesso ai fondi rimasti, stimati fra i 50 e i 300 milioni di dollari. Ma la minaccia più grossa è rappresentata dai foreign fighters. Di questi, circa 6mila europei sono andati in Siria a combattere fra le fila dell’Isis, e circa 2 mila sarebbero tornati in Europa. Infine, a destare grande preoccupazione è la continua propaganda dell’Isis, tanto online quanto nelle carceri. “Quando avrà il tempo e lo spazio l’Is ordinerà e faciliterà attacchi internazionali, in aggiunta a quelli ispirati dall’Is, che continueranno ad avvenire in molti luoghi nel mondo”, prosegue il rapporto.

Si teme per nuovi possibili attacchi terroristici durante il 2019

“Alcuni potrebbero unirsi ad Al Qaeda o ad altre sigle terroristiche che potrebbero emergere. Alcuni diventeranno leader o radicalizzatori” scrive l’Agi, riportando un altro estratto del preoccupante rapporto delle Nazioni Unite. Il documento si fonda sulla sintesi delle informazioni raccolte dalle agenzie di intelligence degli Stati membri Onu. Dimostra quindi che i servizi di sicurezza di tutto il mondo concordano: la minaccia jihadista è reale e non da sottovalutare.

E queste parole lo dimostrano: “L’attuale diminuzione di attacchi potrebbe non durare a lungo, forse neanche fino alla fine del 2019″.