inquirenti nel bosco

È stato ritrovato il corpo di Alana Cutland, la giovane ricercatrice lanciatasi dall’aereo in circostanze sospette 12 giorni fa. A riportare la notizia è il Daily Mail, che fa riaffiorare anche tutti i sospetti e le incertezze che gravitano attorno alla morte della 19enne.

Alana Cutland: la ricercatrice si è gettata dall’aereo

Si parlò inizialmente di suicidio ma ora, dietro alla morte della giovanissima ricercatrice, sembrano agitarsi ipotesi disparate. Secondo quanto emerso dalle prime ricerche, dalle prime ricostruzioni fondate anche sulle dichiarazioni dei genitori della ragazza, potrebbero essere stati alcuni farmaci – o meglio, gli effetti collaterali di alcuni di questi – ad aver instillato nella giovane malessere.

Forse i farmaci la causa della tragedia

I genitori si erano già accorti giorni prima del drammatico accaduto che Alana stava accusando sintomi di instabilità mentale. Episodi paranoici, cita il Daily Mail, confusione generale, insonnia, disturbi legati al suo operato sino a credere che potesse essere incarcerata qualora avesse fallito la sua ricerca. La Cutland si trovava infatti in Madagascar per condurre una ricerca scientifica in una riserva su una particolare specie di granchio.

Ritrovato il corpo 12 giorni dopo

La fragilità mentale della ragazza potrebbe tra le cause della tragedia ma saranno gli esami tossicologici, alla luce del ritrovamento del corpo della giovane, a fare chiarezza. Come riporta sempre il Daily Mail, sarebbero stato gli stessi abitanti del villaggio malgascio a trovare il corpo della studentessa di Cambridge, 12 giorni dopo la tragedia, il giorno in cui si è lanciata dal Cessna C168, il 25 luglio scorso.

Di quegli attimi a bordo dell’ultraleggero con a bordo 3 persone, tra cui il pilota, la professoressa Johnson e la ragazza.

Sia il pilota che la Johnson hanno cercato disperatamente di impedire alla ragazza di lanciarsi ma nulla hanno potuto. È chiaro che sulla morte di Alana si continuerà ad indagare.