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La situazione è ormai precipitata: il governo non c’è più, almeno non in maniera concreta. Lo scioglimento delle camere, però, non si può fare dal bagnasciuga di Milano Marittima, per cui sarà necessario fare le cose in maniera formale – come d’altronde Giuseppe Conte ha spiegato chiaramente ieri sera in conferenza stampa.

Cosa potrebbe succedere, dunque, da adesso fino al voto? E quando sarà, questo voto?

Una caduta “parlamentarizzata”

Benché Salvini punti a un voto quanto prima, nessun cittadino sarà richiamato all’ordine dai doveri elettorali mentre si trova al mare sullo sdraio.

La procedura infatti richiede più di un passaggio: innanzitutto Conte ha chiesto una “parlamentarizzazione” della caduta di Governo, il che significa che il premier si ripresenterà davanti ai parlamentari e verificare la fiducia: in quella sede il governo dovrebbe avere la sfiducia, ed è in questo momento che Matteo Salvini dovrà attivamente votare contro la fiducia al governo Conte. In questo modo il Ministro dell’Interno dovrà in prima linea dire “basta” al governo Conte. Questa votazione potrebbe avvenire intorno al 20 agosto e pochi giorni dopo (verso il 25) dovrebbe esserci il scioglimento delle Camere.

Dopo lo scioglimento delle camere Conte rassegnerà le dimissioni e il Presidente della Repubblica farà partire le consultazioni: ascolterà le forze politiche, i presidenti della Camera e del Senato e cercherà di capire se c’è la speranza di trovare una soluzione alternativa al voto. Quando si dimise Renzi (nel 2017) andò così: in soli 3 giorni venne scelto Paolo Gentiloni, che ha poi portato il Paese fino al voto del 4 marzo 2018.

Le 3 possibili date di voto

La tesi più probabile, al momento, è però che si sciolgano ufficialmente le camere e si vada al voto.

Considerando che occorre organizzare anche il voto per gli italiani all’estero, si può supporre che servano non meno di 60 giorni per organizzare le procedure e dunque che il voto possa essere tra il 20 ottobre e il 3 novembre. Le date che al momento sembrano più probabili sono: 20 ottobre, 27 ottobre e 3 novembre. Matteo Salvini, per ora, punta ad andare al voto il 13 ottobre, ma occorrerebbe velocizzare ogni procedura in modo estremo affinché si realizzi il suo progetto di voto.

Per quanto riguarda la possibilità di un governo tecnico, sembra che nessuna forza politica attualmente al governo sia entusiasta dell’idea. Altra questione calda è il voto alla legge per il taglio dei parlamentari: fortemente voluto dal M5S, osteggiato da Salvini che ieri in conferenza stampa ha dichiarato: “Eh sì, così poi non si vota. L’abbiamo votato tre volte ma se poi fai passare la legge poi non vai più a votare e quindi capisco che c’è tanta gente che ha paura di non essere rieletta che userà nei prossimi giorni qualsiasi mezzo per mantenersi la poltrona”.