Primo piano di Paolo Bonolis

Il drammatico incidente sui rulli di Ciao Darwin, costato la paralisi a un concorrente, ha portato con sé un importante strascico di tensioni e polemiche sulla trasmissione. Paolo Bonolis è tornato sull’argomento durante un’intervista a Repubblica, nonostante le sue parole sui fatti del Genodrome (questo il nome del gioco incriminato) fossero già state cristallizzate nella messa in onda a margine dell’accaduto. Il conduttore ha consegnato ai microfoni del quotidiano la sua verità, non senza una nota amara sul contorno di titoli e articoli pubblicati sulla vicenda in questi mesi.

La verità di Paolo Bonolis sull’incidente

Il nome e la verve di Paolo Bonolis non mancheranno nei prossimi palinsesti targati Mediaset, pronto alla riconferma dell’imponente bacino di ascolti del suo Avanti un altro!

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Ma dietro il successo della sua formula televisiva si annida lo spettro dei fatti accaduti nella scorsa edizione di Ciao Darwin, con l’incidente sui rulli che ha visto coinvolto un concorrente poi rimasto paralizzato.

È una cosa terribile, può succedere in qualsiasi contesto ma è successo qui: ci siamo adoperati per tutto quanto necessario, parliamo con la famiglia, mi risulta anche di qualche piccolo miglioramento“.

Le distanze tra la produzione del format, conduttori compresi, e le sorti dello sfortunato Gabriele Marchetti non sarebbero così ampie come certa stampa le ha dipinte nel corso degli ultimi mesi.

Si tratta di un aspetto che Bonolis ha voluto sottolineare per far arrivare al pubblico la corretta percezione di quanto si è verificato dopo il dramma al Genodrome.

E proprio a tal proposito, ha aggiunto una pungente considerazione su come qualcuno abbia ‘manovrato’ in direzione sensazionalistica le informazioni, fornendo così una lettura distorta e priva di fondamento.

Il conduttore contro la ‘violenta narrazione’ dei fatti

Paolo Bonolis non ci sta, dunque, e non intende sottomettersi a una versione ‘gossippara’ che ha finito per alimentare sospetti e domande sulla bontà della sua trasmissione.

Non ha nascosto una vena di dispiacere nel riconoscere l’oggettiva impossibilità di arginare le distorsioni degli eventi: “Niente di tutto quello che facciamo può contrastare l’onda disumana di sciocchezze dette e scritte da chi vuole sfruttare questa cosa“.

A detta del conduttore, si può parlare chiaramente di “violenta narrazione iperbolica“, in cui il sensazionalismo la fa da padrone e se ne infischia della realtà.