roberto fico luigi di maio

Il conto alla rovescia per la formazione del prossimo governo viene scandito da colpi di scena degni di un thriller politico. La mossa a sorpresa di Giuseppe Conte, che da Biarritz chiude definitivamente alla possibilità di tornare al governo con Matteo Salvini, scombina le carte a Luigi Di Maio. Il quale sembrava deciso a trattare allo scoperto con il Partito Democratico per portare a casa il governo giallorosso, ma nelle segrete stanze sembrava tentato da un ritorno di fiamma gialloverde. Un doppio forno spento o quasi dalla mossa dell’ex Presidente del Consiglio.

Un altro scacco che mette il leader del Movimento 5 Stelle in difficoltà è la proposta del nome di Roberto Fico, presidente della Camera, per Palazzo Chigi.

L’ipotesi Fico che inguaia Luigi Di Maio

Per Luigi Di Maio è una questione di sopravvivenza. Assediato dalla benevolenza del popolo grillino per Conte, con il Movimento 5 Stelle che si spacca tra chi vuole il governo con i dem e chi vuole tornare con Salvini, la battaglia dei nomi diventa cruciale. E quello circolato nelle ultime ore potrebbe essere la stilettata definitiva al leader pentastellato, che sospira pensando all’allettante proposta di Salvini di concedergli la poltrona di presidente del Consiglio, come si mormora.

Roberto Fico sarebbe la proposta che mette all’angolo Di Maio: grillino della prima ora, sarebbe difficile per l’ex vicepremier bocciare un membro importante del Movimento, che metterebbe d’accordo anche i dem. Fico è un’ipotesi che arriverebbe proprio dagli ambienti del Partito Democratico ancora fermi sul no a un Conte 2, a cui però offrono il ruolo di commissario europeo. Se il presidente della Camera venisse preso in considerazione da Di Maio, anche l’accordo programmatico sui punti del futuro governo sarebbe in discesa.

La destra del Movimento si scatena sui social

In casa dem le acque sembrano per il momento calme e Nicola Zingaretti può continuare a traghettare il partito nelle trattative. Sull’accordo pende però la spada di Damocle del web, a cui i pentastellati guardano con apprensione. La base social sembra non gradire le manovre di avviamento del governo giallorosso, aizzati da alcuni attivisti di maggioranza. Massimo Bugani, socio dell’Associazione Rousseau, pubblica su Facebook un post che spinge il Movimento 5 Stelle al voto.

Quelli che si mettono insieme solo per la paura di stare da soli di solito si lasciano presto oppure vivono infelici“, scrive il consigliere comunale vicino a Gianluigi Paragone e Paola Taverna, “Noi del voto non dobbiamo avere paura e non avremo mai paura“.

E molti fanno eco a questa presa di posizione dell’ala a destra del Movimento, sostenuta dalla Lega. Su Twitter il partito di Matteo Salvini bolla l’ipotesi Fico come “governo da incubo“, mentre i sodali da tastiera fanno passare il solito messaggio fatto di “sinistrorsi” e richiamo alla sollevazione popolare, forse per contrastare il crollo nei sondaggi della Lega.

I big del Movimento sembrano abboccare all’amo e sono combattuti se sottoporre o no le decisioni al voto degli iscritti su Rousseau, ma dalla parte opposta parte il fuoco amico dei fichiani, decisi a fare scudo intorno al presidente della Camera. Una battaglia combattuta sul terreno virtuale che ha fatto germogliare il Movimento, e che ora rischia di diventare sabbie mobili.