Silvia Romano

Silvia Romano potrebbe trovarsi in Somalia nelle mani di un gruppo affiliato ad Al Qaeda, il suo rapimento dunque sarebbe parte di un atto di terrorismo. A riferirlo fonti interne alla diplomazia somala che, come riporta in esclusiva l’AdnKronos, pare stia tenendo sotto stretta sorveglianza i movimenti del gruppo Al-Shabaab e della sua intelligence Amnyat. 

Silvia Romano rapita per terrorismo

Secondo quanto si apprende, ora la giovane cooperante italiana delle Onlus Africa Miele, si troverebbe a nord del fiume Tana, al confine con la Somalia, una zona battuta proprio dagli esponenti del gruppo terroristico Al-Shabaab.

Le autorità kenyote al lavoro sul caso ne “Stanno monitorando le attività criminali e tutti gli affari illegali dell’organizzazione”. Oltre ad Al-Shabaab sotto osservazione ci sarebbe anche il gruppo affiliato Amnyat, una sorta di intelligence del sopracitato gruppo. 

Un’ipotesi valutata fin dal primo giorno ma sempre accantonata dalle autorità kenyote nonostante le conferme dei corpi speciali in azione proprio nella zona del fiume Tana. Ora però l’informazione è data per certa, complici i contatti tra il primo gruppo di rapitori e la Somalia. 

Gli indizi nel sequestro stesso

Tutto ha portato a dimostrare questa teoria, a partire dai mezzi e dalle persone usate per il rapimento.

Un vero e proprio commando organizzato, troppo per una sola ragazza di 20 anni. Il gruppo Al-Shabaad, ma soprattutto l’Amnyat, agiscono proprio su rapimenti organizzati e mirati a scopo terroristico; quindi la conclusione della Procura di Nairobi è che si sia trattato di un sequestro su commissione. 

Ora la preoccupazione sullo stato di Silvia Romano, dato che l’ultima volta certa è stata segnalata come viva è lo scorso natale e dopo qualche elemento risalente a gennaio il silenzio assoluto.

 

Aggravante di terrorismo per i rapitori

I 3 rapitori fermati nei mesi scorsi sono tornati in carcere. La decisione è stata presa dalla Procura Generale del Kenya che ha contestato loro l’aggravante del terrorismo. Per Abdulla Gaba Wario, Moses Luwali Chembe e Said Adhan Abdi ora è stata anche disposta la revoca della cauzione. 

Intanto continua la collaborazione tra i Ros e le autorità kenyote. L’intelligence italiana ha potuto visionare i dossier in possesso della controparte e nelle prossime settimane è previsto un nuovo incontro.

 

Al- Shabaad e Amnyat, che cosa sono?

Al-Shabaad è un gruppo politico di natura estremista. Il nome tradotto sta per partito dei Giovani. Il gruppo politico indicato anche come Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle due Migrazioni, è in realtà un’organizzazione terroristica di stampo jhadista sunnita e di matrice islamista, attivo dal 2006 in Somalia. Dal 2012 il gruppo si è affiliato ad Al Qaeda divenendone la cellula attiva nello stato somalo.

I punti chiave del loro programma sono la Sharia, la cacciata dello straniero dalla Somalia… A loro sono imputati atti terroristici principalmente basati su rapimenti organizzati.

L’Amnyat è un distaccamento dell’organizzazione, una sorta di intelligence che si occupa anche della progettazione di attacchi in Somalia e all’estero.

Come una vera e propria organizzazione segreta, le spie vengono addestrate ad adattarsi ad ogni tipo di situazione e paese in cui si intende operare. Secondo fonti somale, l’Amnyat è il vero centro pulsante del potere di Al-Shabaad, senza di essa il partito crollerebbe.