Gianluca Savoini

Filtrano delle novità per quanto concerne l’inchiesta sui fondi russi che sarebbe stati stanziati al partito di Matteo Salvini. Di qualche giorno fa una nuova spifferata di BuzzFeed che ha diffuso l’identità delle due personalità russe che avrebbero presenziato all’incontro al Metropol di Mosca. Di oggi invece la notizia che riguarda specificamente le analisi effettuate sui dispositivi di Gianluca Savoini.

Analizzati i 2 cellulari di Gianluca Savoini

Ci sono degli aggiornamenti riguardo l’inchiesta sui presunti fondi che la Russia avrebbe stanziato finanziando il partito di Salvini durante le elezioni europee dello scorso maggio. Come riporta Rai News, sarebbero arrivati i risultati delle analisi effettuate sui telefoni sequestrasti a Gianluca Savoini, l’ex giornalista e presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia nonché esponente della Lega indagato per corruzione internazionale.

Nessun contatto con Salvini

Secondo quanto avrebbero fatto trapelare dagli ambienti giudiziari, l’analisi dei cellulari di Savoini non avrebbero portato alla luce alcun contatto con Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno. I consulenti tecnici avrebbero passato al vaglio, come commissionato loro dalla Procura, le email, le telefonate, i documenti e i numerosi file contenuti nei cellulari di Savoini e non sarebbero emersi contatti con il leader del Carroccio.

Si tratta di un’analisi approfondita su due distinti cellulare da cui non risultato un contato tra Savoini e Salvini nell’arco temporale che va da giugno del 2018 e luglio del 2019.

Dei due cellulare presi in esame, uno risulta essere stato comprato da Savoini in tempi recenti. Un dettaglio che non sembra essere stato sottovalutato dai tecnici che si riservano il beneficio del dubbio di credere che nel passare i file da un vecchio cellulare a quello nuovo, qualcosa possa essere stato volutamente omesso e non filtrato.

La difesa sull’audio preso in esame dai pm: “Inutilizzabile

Proprio oggi Savoini è stato chiamato a presenziare nel Tribunale del Riesame. Nel corso della seduta i legali di Savoini si sarebbero espressi contro l’utilizzo dell’audio registrato il 18 ottobre scorso.

È inutilizzabile perché non è certa la provenienza, non sono certe le modalità di captazione, potrebbe essere un’intercettazione del tutto inutilizzabile e come tale inesistente sotto il profilo processuale“, ha dichiarato l’avvocato Pellegrini come riportato da La Presse. Una tesi che non è stata sposata dai pm attivi sul caso che ne ha invece ribadito la legittimità in quanto “notizia di reato“. Il Tribunale del Riesame, di fronte alla richiesta della difesa di dissequestrare i cellulari e il computer di Savoini si è riservato dall’esprimersi rimandando la decisione.