elisa pomarelli

Amava le donne, Elisa Pomarelli, e Massimo Sebastiani non riusciva ad accettare che non amasse lui. Il 45enne ha confessato in queste ore, dopo un duro interrogatorio, il brutale omicidio della giovane di Piacenza scomparsa nei giorni scorsi. È stato lui a confessare tutto.

Ora, sul caso, interviene Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center che, insieme al Telefono Rosa, cercano di evidenziare un emergenza, quella sulla necessità di una legge che punisca le violenze di genere e tuteli le donne.

Elisa amava le donne

Molti, dopo la confessione di Sebastiani, hanno parlato di ossessione del 45enne per la giovane di 28 anni. Lui spesso, stando a quanto dichiarato dai conoscenti di entrambi, la definiva addirittura la sua “fidanzata”.

Ma Elisa Pomarelli amava le donne e Massimo questo non era mai riuscito ad accettarlo. “La ragazza non era mai stata innamorata di lui” spiega un’amica di Elisa al Corriere della Sera: “Gliel’ha anche detto chiaro, gli ha detto che provava interesse solo per le donne”.

Le parole del Gay Center

Intanto il Gay Center ha parlato per bocca di Fabrizio Marrazzo. Il portavoce in alcune dichiarazioni, rilasciate all’Huffington Post, ha detto: “Elisa Pomarelli è stata uccisa due volte: come donna e come lesbica, perché ha rifiutato il suo assassino“.

Non ci sono ancora abbastanza elementi su come siano andate le cose per dire quale sia il movente preciso che ha portato Sebastiani ad uccidere e non si può parlare di delitto di omofobia, ma sicuramente il fatto che Elisa fosse omosessuale rendeva impossibile un finale romantico con l’uomo e ciò potrebbe aver pesato.

Proprio alcuni giorni fa l’Arcigay di Piacenza ha deciso di aprire una raccolta fondi per sostenere la famiglia di Elisa Pomarelli, aiutandola nelle spese legali e di ricerca. Iniziativa, questa, promossa anche sui social. Nel suo discorso il Gay Center ha inoltre aggiunto: “È importante che al più presto venga approvata una legge contro l’omofobia.

Una legge che preveda anche percorsi formativi e culturali dalla scuola primaria e nella società, per abbattere il pregiudizio e la discriminazione contro le donne e le persone lesbiche, gay e trans. L’assassino dovrebbe essere condannato due volte e giudicato senza alcuna attenuante“.