bimba vittima di abusi

Un altro dei minori coinvolti nell’inchiesta Angeli e Demoni potrebbe presto tornare a casa: è arrivata infatti l’archiviazione del reato di cui erano accusati i suoi genitori, ovvero di corruzione di minore.

Un incubo che dura da anni

La coppia di questo caso entra nell’incubo nel 2015: a quel tempo, infatti, gli era piombata addosso l’accusa di “corruzione di minori”. Si tratta del reato che commette colui che compie atti sessuali volutamente davanti a un minore per farlo assistere e provocandogli dei traumi). È del 30 aprile 2015 la decisone dei Tribunale dei minori di affidare il bambino ai servizi sociali ed allontanarlo così dal nucleo familiare.

Nel febbraio 2016, l’affidamento ad un’altra famiglia.

Due relazioni per accusare

Due erano state le relazioni che, successivamente, avevano descritto gli abusi, e che raccontavano che era stato lo stesso bambino a raccontare agli affidatari dei presunti abusi. A redarle sono stati due ormai “notissimi” del caso Angeli e Demoni: Francesco Monopoli e Sara Gibertini. I due assistenti sociali hanno redatto due diverse relazioni, una (di Monopoli) nel maggio 2018 e l’altra (di Gibertini) nell’agosto 2017, che raccontavano degli abusi e dei presunti disagi del bambini. È anche emerso che Monopoli avrebbe, in più occasioni, parlato direttamente con diversi giudici, allo scopo di convincerli delle sue tesi.

Ovviamente, non è previsto che sia lecito che gli assistenti sociali interloquiscano con i giudici a questo scopo.

Diversi indagati, numerosi reati

Per questo caso sono stati messi sotto indagine Gibertini e Monopoli in primis, oltre a Nadia Bolognini (psicoterapeuta torinese che avrebbe cercato di “pilotare” il caso creando associazioni viziose del padre del piccolo alla figura del “lupo cattivo”.

A finire sotto indagine è anche Federica Anghinolfi, responsabile dei servizi sociali. I reati di cui sono indagati i professionisti sono falsa perizia, violenza privata, falsità ideologica e frode processuale.

Ora, il reato è stato archiviato e verrà effettuata una nuova valutazione della capacità genitoriale, che se risultasse positiva porterebbe a un reintegro del minore nella famiglia d’origine.