Sharon Tate

A 50 anni dalla tragica morte, Quentin Tarantino ha deciso di farle un grande omaggio, a testimonianza di quanto la sua figura e scomparsa abbia segnato un deciso spartiacque nel mondo, cinematografico e non solo: era la summer of ‘69 e il mondo perdeva la stella di Sharon Tate. Chi era l’attrice passata alle cronache per l’eccidio di Cielo Drive.

C’era una volta… L’attrice Sharon Marie Tate

La storia l’ha consegnata alla memoria come la vittima di uno dei più macabri e tragici assassini, perpetrato dalla tristemente celebre e iconica Famiglia Manson, ma prima di quella notte a Cielo Drive, c’era una ragazza piena di sogni e con una promettente carriera, iniziata in Italia.


Il padre di Sharon Tate (nata a Dallas nel 1943) era un colonnello dell’esercito e, pertanto, costretto a continui trasferimenti. Fu così che la famiglia Tate venne ad abitare a Verona: è in questo periodo che Sharon e le amiche decidono di seguire le riprese di Le Avventure di un giovane (1961), film con Paul Newman e soprattutto Richard Beymer, il quale indirizza la giovane Sharon verso il cinema e la televisione.

Tornata in California nel 1962, si fece forza degli agganci acquisiti in Italia e così arrivarono le prime parti, soprattutto nella televisione. Nel 1964 iniziò la relazione con Jay Sebring, col quale 5 anni più tardi condividerà la tragica fine. Ma tutto questo è ancora lontano: prima ci sono i primi importanti ruoli su schermo, come quello in Cerimonia per un delitto (1966) di J. Lee Thompson. Fu questo il film che, nel bene e nel male, le cambiò la vita.

L’incontro con Polanski e il 1967, “L’anno di Sharon Tate

Dopo le riprese di Cerimonia per un delitto, infatti, Sharon Tate incontrò il regista franco-polacco Roman Polanski: rimasta a Londra dopo le riprese del film, si innamorò di lui al punto da lasciare Jay Sebring, che tuttavia rimarrà sempre molto legato a entrambi.

A Londra Polanski stava lavorando al suo Per favore, non mordermi sul collo! (1967), commedia vampiresca per la quale scelse proprio Sharon Tate per una parte. Il regista e ora fidanzato l’avrebbe voluta anche come protagonista del nuovo film in corso di riprese una volta tornati negli Stati Uniti, Rosemary’s Baby, ma i produttori si decisero alla fine per Mia Farrow.

Nonostante questo, il 1967 è l’anno della consacrazione al successo per Sharon Tate, che si prende la copertina di Playboy grazie agli scatti di Polanski. La copertina recita Questo è l’anno di Sharon Tate. È la coppia glamour di Hollywood, la versione anni ‘60 di Brangelina. Tornati a Los Angeles dopo un altro periodo all’estero, la coppia continuò a essere tra le più celebri, grazie anche alle frequentazioni con tutto il jet set dell’epoca: Steve McQueen, Warren Beatty, Mia Farrow, Peter Sellers, Peter Fonda e Jane Fonda, Kirk Douglas, Yul Brynner, Jim Morrison… Sharon Tate ce l’aveva fatta.

8 agosto 1969: l’eccidio di Cielo Drive

Nell’estate del 1968 Sharon Tate gira Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm, la cui importanza va riletta adesso alla luce dell’omaggio nel film di Tarantino: è proprio quella pellicola che il regista sceglie per sfondare la quarta parete e mettere la Sharon Tate personaggio (interpretato da Margot Robbie) a guardare la vera Sharon Tate attrice; un livello meta-cinematografico che testimonia quanto l’attrice fosse rimasta nel cuore di chi ha vissuto quella Hollywood.

Il film le valse una nomination ai Golden Globes come Attrice rivelazione dell’anno. Fu uno dei suoi ultimi film: quando rimase incinta, infatti, decise di ritirarsi temporaneamente dalle scene, non prima di aver girato in Italia Una su 13 di Nicolas Gessner e Luciano Lucignani. Sarà il suo ultimo film e uscirà postumo alla sua morte.

A febbraio del 1969, la coppia si trasferì nella famigerata villa di Cielo Drive dove, nella notte dell’8 agosto 1969, Sharon Tate e il suo bambino di 8 mesi e mezzo furono brutalmente assassinati da Tex Watson, Susan Atkins e Patricia Krenwinkel, tutti appartenenti alla famigerata Manson Family.

Sono il diavolo e sono qui per fare gli affari del diavolo” disse Watson, guidato dagli insegnamenti dell’Helter Skelter di Charles Manson. L’omicidio di Sharon Tate, Jay Sebring e degli altri ospiti di quella tragica serata, segnò definitivamente la fine della Summer of Love iniziata nel 1967 e tracciò una linea profonda nei cuori di chi frequentava il mondo fatato di Hollywood.

50 anni dopo: Sharon Tate è la principessa delle favole di Tarantino

È passato mezzo secolo da allora, ma la stella di Sharon Tate continua in qualche modo a brillare. Lo fa grazie a Margot Robbie e al film C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino, adesso nelle sale italiane.

In questa favola-omaggio alla Hollywood ricordata e vissuta da Tarantino, Sharon Tate è la principessa sempre sorridente, la bellissima hippie che si gode il successo e la fama. Grazie a Tarantino, una piccola parte di Sharon Tate, la sua icona, potrà essere trasmessa a nuove generazioni e, così, la sua stella continuerà a splendere.