giulio regeni

Roberto Fico continua a mantenere pugno saldo sulla questione Regeni: l’ultima occasione per ribadire la volontà ad andare fino in fondo arriva con l’inaugurazione del nuovo anno scolastico del liceo Petrarca, l’istituto in cui ha studiato Giulio Regeni a Trieste.

Le responsabilità? Condivise da tutti

Roberto Fico è chiaro: le colpe vanno condivise, perché tutti hanno la loro parete di responsabilità.Siamo tutti responsabili di questa condizione di pericolo in cui è stato messo Giulio Regeni” ha dichiarato Fico. Giulio Regeni, continua, è stato vittima di una situazione creata “dall’università, dallo Stato, da tutte le persone che attorno non hanno controllato.

E questo è uno dei dolori più grandi, oggi, da rappresentante dello Stato. Non essere riuscito a tutelare un ragazzo come Giulio Regeni”.

Importanti parole sul fatto che Giulio Regeni non dev’essere confinato al passato: “Dobbiamo tenere alta l’attenzione, non solo ricordare. Serve una memoria che combatte per avere giustizia. Ed è per questo che ringrazio la Procura di Roma per quello che ha fatto finora”.

I rapporti con il governo egiziano

Roberto fico, già da novembre 2018, aveva deciso di tagliare i rapporti con il Parlamento egiziano e considerato l’idea di ritirare (nuovamente) l’ambasciatore italiano a Il Cairo.

Durante il suo intervento ha anche detto frasi di esplicita provocazione nei confronti di Al Sisi: “C’è una grande contraddizione nella Costituzione egiziana dove è scritto che la tortura è vietata e che il reato di tortura non può essere prescritto perché deve per forza arrivare dalla ricerca del senso della verità e della giustizia. Ma in Egitto questa cosa è solo sulla carta”.