poliziotti uccisi oggi a Trieste

L’Italia piange da 2 giorni la scomparsa, assurda e crudele, degli agenti di Polizia Matteo Demenego e Pierluigi Rotta. I due poliziotti, rispettivamente di 31 e di 34 anni, sono caduti in servizio, durante la sparatoria di Trieste al centro di quotidiani e telegiornali nelle ultime 48 ore. La loro morte ha gettato benzina nel dibattito politico e sui social, ha fatto infiammare i sindacati di Polizia. Ma soprattutto, ha portato un immenso dolore alle famiglie dei due giovani agenti. Parenti e fidanzate hanno mostrato la loro rabbia e tristezza, ma anche tanto orgoglio per la dedizione con cui Matteo e Pierluigi portavano avanti la loro missione.

Il dolore nel ricordo dei familiari

“Ciao mio eroe”, scrive Fabio Demenego, padre di Matteo, su Facebook. “Ora sarai il nostro angelo custode”. Poche parole, da cui però si evince la fierezza di un padre per un figlio, caduto ingiustamente mentre svolgeva il suo nobile mestiere. Ai microfoni di Repubblica, poi, ha parlato la fidanzata 25enne di Demenego, Valentina. Matteo era un ragazzo straordinario, premuroso, un pezzo di pane. Amava il suo lavoro ma lo sapeva: corro spesso dei rischi, mi diceva”.

Da quanto ha raccontato, Valentina ha appreso della sparatoria dalla fidanzata di Rotta. Poi ha aggiunto: “Era come un fratello per Pierluigi. Per lui avrebbe fatto di tutto”. Infine, ha confessato dei progetti futuri con il suo Matteo, ora ingiustamente andati in fumo: “Avremmo festeggiato un anno fra due giorni. Volevamo sposarci, avere un figlio, costruire una famiglia”.

La polemica con Chef Rubio

Più dura la reazione del fratello di Matteo, Gianluca Demenego, che non ha digerito il post di Chef Rubio.

“Tieni sempre la guardia alta perché se colgo impreparato pure te fai la fine di mio fratello! Ti auguro di perdere un tuo caro!” Poco dopo ha però ritrattato, chiedendo scusa per “parole dettate dalla rabbia, fuori luogo e infelici. Per me la vicenda è conclusa. Lasciateci al nostro dolore”. Rubio aveva accusato il “sistema stantio che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente”. L’attacco dello chef, come poi specificato dallo stesso, era indirizzato alle condizioni non idonee in cui sono costretti a lavorare i nostri agenti, non certamente contro le vittime.

Ma in tanti l’hanno frainteso ed attaccato, Matteo Salvini e Giorgia Meloni in primis, per le sue parole. Certamente dure, ma in linea con le denunce che da tempo fanno i sindacati di polizia.

Pozzuoli ricorda Pierluigi Rotta

Grande commozione e tanti attestati di stima son arrivati anche da Pozzuoli, la città natale di Pierluigi Rotta. Amici e parenti l’hanno descritto, scrive Fanpage, come un ragazzo molto umile e responsabile. Anche lui amava il suo mestiere, era molto ligio al dovere e, ricordano gli abitanti di Pozzuoli intervistati, “solare, sempre con il sorriso, disponibile”. Il commissario di Pozzuoli, Rita Laezza, ha aggiunto infine: Abbiamo perso uno dei migliori figli della Polizia di Stato”.

È inoltre emerso, ricorda Repubblica, che appena una settimana fa, gli agenti Rotta e Demenego avevano salvato un ragazzo di 15 anni dal suicidio. Svolgevano il proprio lavoro con passione e dedizione. Sono morti facendo ciò che amavano.