donna vittima di violenza

Il 14 agosto scorso il rapimento di una donna, in pieno centro a Torino, poi l’arresto e infine il colpo di scena: tutti scarcerati. Potranno tornare alla loro vita i quattro uomini che rischiavano 30 anni di reclusione per la vicenda avvenuta in piazza San Carlo, pochi mesi fa. Un sequestro di persona in pieno giorno, riporta il Corriere della Sera, per cui hanno patteggiato una condanna a 1 anno e 6 mesi dopo la derubricazione del reato.

Scarcerati i rapitori di piazza San Carlo

Un rapimento nel cuore di Torino, in piazza San Carlo, alle 11 di un 14 agosto come tanti. È la cronaca di un fatto che si è concluso con il salvataggio della donna, caricata su un furgone con il compagno – che era riuscito subito a scappare – da quattro uomini.

Rischiavano 30 anni di reclusione ma ora sono tutti liberi, secondo quanto riporta il Corriere, e avrebbero lasciato il carcere delle Vallette. Tra pochi giorni il ritorno nel Paese d’origine.

Il gip Luca Fidelio ha accolto la richiesta delle rispettive difese dei componenti della banda (tre tedeschi e un austriaco) disponendone la scarcerazione.

Secondo quanto emerso, il commando avrebbe agito per motivi economici legati a un presunto raggiro a mezzo “rip deal” – una truffa basata su operazioni di cambio fraudolento – ai danni di un imprenditore.

Patteggiamento accolto

In sede di interrogatorio, i quattro avrebbero dichiarato di aver prelevato la donna con il solo scopo di condurla in Questura, per portare la truffa a conoscenza della polizia e permettere di rintracciare un certo ‘Peter’.

La Stampa riporta le parole di Pietro Massaro, avvocato di uno degli indagati, a margine della svolta giudiziaria che ha visto il reato derubricato da sequestro di persona a scopo estorsivo a sequestro di persona semplice.

Chiarito il reale intento del gruppo – ha spiegato Massaro –.

Fermo restando il disvalore morale e giuridico dei fatti, si è finalmente inquadrata correttamente la vicenda“. Istanza di patteggiamento accolta per tutti, dunque: 18 mesi di carcere con beneficio della condizionale.

La ricostruzione del sequestro

Chi è il ‘Peter’ che i quattro volevano trovare? Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, l’imprenditore che avrebbe ‘coordinato’ il rapimento sarebbe stato truffato qualche mese prima dei fatti di San Carlo.

Avrebbe perso una somma di 50mila euro, soldi che, stando a quanto emerso, sarebbero spariti insieme a un tale Peter Brazovan (generalità non del tutto chiare).

La ‘vittima’ del raggiro avrebbe pianificato un incontro con un finto cliente (uno dei membri della banda) che avrebbe dovuto vedere Brazovan proprio a Torino. Quest’ultimo avrebbe declinato all’ultimo momento inviando un messaggio: “Verrà mia sorella Maria al posto mio”.

Ed è qui che la donna sarebbe entrata in gioco, il 14 agosto scorso in piazza San Carlo. Ad attenderla un furgone con il commando pronto all’azione. Una scena da film“, hanno riferito alcuni testimoni oculari dell’accaduto a Repubblica. Poco dopo, le forze dell’ordine avevano individuato il mezzo, poi l’arresto dei quattro.