jeffrey epstein

La morte del miliardario Jeffrey Epstein potrebbe non essere dovuta a un suicidio, secondo il patologo nominato dal fratello dell’ex magnate. In un’intervista a Fox & Friends, il celebre medico legale Michael Baden ha sollevato dubbi sui risultati dell’autopsia presentata dall’ufficio del medico legale di New York. Epstein è stato trovato morto in cella lo scorso 10 agosto, dopo l’arresto per abusi sessuali e traffico di minori. Il caso ha sollevato molto clamore date le amicizie di primo piano del finanziere e ha visto interessati anche nomi di spicco, come quello del principe Andrea, che ha negato ogni coinvolgimento.

Epstein, il patologo: “Potrebbe essere omicidio”

A parlare è Michael Baden, 85 anni, patologo che nella sua carriera ha presieduto il comitato che ha indagato sull’assassinio di John F.

Kennedy e che si è occupato di altri casi celebri come quello di OJ Simpson. I risultati che ha tratto dall’autopsia sul corpo di Epstein si discostano da quanto sostenuto dal pool di medicina legale di New York.

Il finanziere avrebbe avuto due fratture sospette, a destra e sinistra della laringe, e un’altra in corrispondenza dell’osso ioide. Queste sarebbero “estremamente inusuali nel suicidio per impiccagione, e molto più comuni nell’omicidio con strangolamento“. Il medico ha continuato: “Ci sono prove di omicidio che dovrebbero essere investigate“.

La replica del capo di medicina legale di New York

Barbara Sampson, capo dell’ufficio di medicina legale di New York, ha rigettato la conclusione di Baden. “Le nostre indagini hanno concluso che la causa di morte del signor Epstein è stata impiccagione e il modo della morte è stato un suicidio. Manteniamo questa determinazione. L’analisi medica originale è stata completa e accurata. Non c’è ragione per un secondo esame“.

Baden mette sotto la lente anche la sicurezza della prigione in cui era detenuto Epstein, in attesa del processo. Il patologo spiega che le due guardie che avrebbero dovuto sorvegliare l’area si sono probabilmente addormentate e che non avrebbero fatto il controllo previsto ogni 30 minuti per almeno 3 ore.

Anche la videosorveglianza sarebbe stata compromessa: “Il fratello è preoccupato che sia stato ucciso e allora altre persone potrebbero essere a rischio“, ha commentato il patologo.