segre salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini non conferma l’incontro che sarebbe avvenuto ieri a Milano con Liliana Segre, di cui hanno riportato la notizia diverse fonti stampa. L’ex ministro degli Interni annuncia inoltre che gli sarebbe arrivato un proiettile, ma di non essere intimidito. Sul caso della senatrice 89enne sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti si è espressa anche Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha dichiarato di essere al suo fianco e di averla sentita telefonicamente, ma che non è in programma una visita.

Matteo Salvini non è andato a casa di Liliana Segre

Era stato lo stesso leader leghista a dichiarare di voler incontrare la senatrice dopo l’assegnazione della scorta per le 200 minacce che riceve quotidianamente.

Ieri l’incontro sembrava essere avvenuto a casa della Segre, come riferito da più fonti. Matteo Salvini ha però smentito durante la visita all’ Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori: “L’incontro con la Segre l’avrò più avanti. Io gli incontri che ho li comunico, gli incontri che non comunico io per quanto mi riguarda non ci sono“, ha dichiarato.

L’ex ministro rispondendo alle domande sul parallelo dei rischi corsi dalla senatrice e da lui, che aveva destato diverse polemiche dopo le dichiarazioni dei giorni precedenti, ha risposto: “A me è appena arrivato un altro proiettile.

Non piango. In un Paese civile non dovremmo rischiare né io né la Segre“. Ha poi dichiarato che la Lega si unirà alla manifestazione a sostegno della senatrice prevista domani a Milano.

Giorgia Meloni: “Al fianco di Liliana Segre”

Ad intervenire sempre dall’EICMA anche Giorgia Meloni, che si dice assolutamente a fianco di Liliana Segre per quanto un incontro con la senatrice non sia in programma. “L’ho sentita telefonicamente e le ho detto che FdI è al suo fianco in tutto quello che si può fare ancora e che va fatto sul tema della lotta all’antisemitismo“, ha dichiarato Meloni, sottolineando però che il problema principale resta il radicalismo islamico.

La scorta a Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz

La senatrice a vita Liliana Segre è da qualche giorno sotto scorta, a seguito le continue minacce sopraggiunte dopo l’approvazione della Commissione Segre per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza. Durante la votazione in Aula si sono astenuti i partiti di centrodestra, attirandosi non poche critiche. Nei suoi spostamenti, soprattutto per incontri pubblici, Segre sarà accompagnata da due militari dei Carabinieri del comando provinciale di Milano.

Certamente non mi aspettavo la scorta, poi essendo una vecchietta… Io non l’ho mai chiesta e non pensavo mai che l’avrei avuta“, ha commentato la senatrice deportata nel 1944 durante un’intervista a Rai News24. La famiglia si dice più tranquilla ora che Segre è tutelata: “Mia mamma non vuole rilasciare interviste, comunque siamo persuasi come famigliari che questa scelta sia giusta. Certo, ora temiamo che ci sia una nuova valanga di insulti sui social, visto che gli odiatori già prima si lamentavano perché lo Stato spendeva soldi per Liliana Segre“, ha commentato il figlio Luciano Belli Paci su La Repubblica.