Autostrada

Sono giornate importanti per il futuro della viabilità italiana. Continua a tenere banco infatti l’ipotesi di una revoca della concessione a Autostrade per l’Italia. Non solo Grillo e il M5S, a favore ci sarebbe ora anche il PD. Troppi gli episodi di disagi sulle Autostrade e mancata manutenzione: la Procura di Genova aveva anche avviato un’inchiesta su falsi report.

La “autostrade story

Tra i più critici contro la gestione della rete autostradale italiana, c’è Beppe Grillo. Non è una novità dell’ultimo momento: è dal crollo del Ponte Morandi dello scorso anno che il M5S spinge per togliere la concessione.

Il caso del viadotto crollato per la frana (non in gestione ad ASPI, però) e la chiusura della A26, sono solo ulteriori tasselli di una battaglia portata avanti da tempo. Beppe Grillo, ha condiviso un articolo sul suo blog, in cui parla della “storia della concessione autostradale ottenuta dai Benetton più di 20 anni fa. Una concessione a condizioni di favore senza eguali“. Il post si conclude con un perentorio “È tempo di cambiare“. Anche Luigi DI Maio, in un’intervista a Radio anch’io, ha colpito duro: “Hanno preso i nostri soldi per i pedaggi senza fare la manutenzione delle strutture“.


Dall’esito degli ultimi colloqui, l’ipotesi sembra essere abbracciata anche dall’altra fazione al governo, il PD.

La proposta e il rifiuto di ASPI

Repubblica ha riportato l’esito del colloquio tra il Ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli (PD) e l’a.d di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi. Il punto della riunione era l’emergenza in corso, tra chiusure, mancati controlli e una situazione da molti ritenuta ingestibile.
Per superarla, il Ministro ha proposto di abbassare alcune tariffe e non far pagare del tutto alcuni tratti della rete.

Questa operazione è stata definita una sorta di “risarcimento simbolico“. ASPI ha però rifiutato la proposta, aprendo così una vera lotta contro il governo.

Le possibili alternative

Il Ministero, quindi, starebbe vagliando la possibilità di dare un segnale molto forte e unirsi al coro che richiede la revoca della concessione per la gestione delle autostrade. Per ora è solo un’ipotesi, perché come ha sottolineato al Senato la De Micheli “Non voglio che tra qualche anno io, il premier, i ministri, lo Stato insomma debba rispondere di una decisione non ponderata“.

 
Da un lato c’è quindi l’ipotesi della revoca, ma come fanno notare alcuni quotidiani questo comporterebbe un grosso costo per lo Stato: Il Sole 24 Ore parla di almeno 15-20 miliardi di penale.

Va avanti la caducazione

Dall’altra parte, anche il Premier Conte ha ribadito che la procedura di caducazione, ossia la perdita di efficacia della concessione per “oggettivo inadempimento“, sta andando avanti. Conte ha ricordato come tale procedura sia stata avviata già dalla tragedia del Ponte Morandi e che questi nuovi casi sono tutti elementi a sostegno di tale soluzione. Il Capo del Governo ha poi risposto alle richieste del M5S: “Capisco le esortazioni – riporta RepubblicaNon faremo sconti.

Tra poco gli italiani conosceranno l’esito di questo procedimento amministrativo“.