conte di maio

Si accende lo scontro sul Meccanismo europeo di stabilità, il Mes, meglio noto come Fondo Salva Stati, la cui riforma dovrà essere discussa il 4 dicembre all’Ecofin, prima della ratifica il 13 dicembre. Nonostante la discussione, che è andata avanti da fine 2018 a giugno 2019, i partiti che erano al governo durante le trattative oggi attaccano duramente il Fondo Salva Stati.

Mes, com’è la situazione

Lega e parte del Movimento 5 Stelle si scagliano specialmente contro il pacchetto che riguarda il salvataggio delle banche. La modifica permetterebbe alle istituzioni europee di erogare i soldi direttamente alle banche in difficoltà, senza passare dagli Stati, evitando così che i prestiti pesino sul debito pubblico.

Luigi Di Maio minaccia di far saltare il governo mentre il PD avverte che un passo indietro a 4 giorni dal vertice europeo può causare seri problemi alla credibilità dell’Italia. In modalità “ruspe” l’opposizione guidata da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che chiedono le dimissioni di Giuseppe Conte. Il premier questa sera presiederà un summit di maggioranza per stemperare le tensioni tra gli alleati.

Scintille sul Fondo Salva Stati: su cosa si discute

Una serata che si prospetta infuocata quello di Giuseppe Conte, in vista dell’incontro con la sua maggioranza per discutere del Fondo Salva Stati.

Settimane di discussioni hanno però logorato gli animi: da una parte Luigi Di Maio, che si è allineato alle provocazioni dell’ex alleato mai dimenticato Matteo Salvini e che si dice indisponibile a “firmare al buio“. Dall’altra lo stesso presidente del Consiglio che, insieme al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, cerca di salvare l’accordo. È proprio Gualtieri che apre al negoziato per cercare un’intesa, proponendo anche di arrivare a mettere il veto sull’unione bancaria che si approverà insieme al Mes.

Ma sul Fondo Salva Stati, fa sapere il dicastero di via XX Settembre, su cui la trattativa è chiusa, l’Italia avrebbe tutto da rimetterci.

Gli incontri con i partner europei hanno infatti visto accogliere l’eliminazione della clausola che prevede l’obbligo degli Stati alla ristrutturazione automatica del debito. Una rete di salvataggio che terrebbe l’Italia al sicuro dalla speculazione finanziaria in caso di una crisi economica. Diverso il tema dell’unione bancaria, sulla cui limatura Conte preme per acquietare gli animi del Movimento 5 Stelle.

Domani Conte riferisce alle Camere, Salvini martedì a Bruxelles

Domani Giuseppe Conte affronterà le Camere, dove si sono viste scene di dura contestazione, anche sfociata in risse da bar, proprio sul Mes. Il premier lunedì andrà alle 13 a Montecitorio e alle 15,30 al Senato. Conte assicura comunque che il governo andrà avanti: “Riferirò in Parlamento e spazzerò via tutte le fesserie che sono state dette“, assicura il premier. Una stilettata verso Matteo Salvini, il quale si è scagliato duramente contro il Mes. L’accusa lanciata a Conte da parte del leader della Lega e di Giorgia Meloni è di non aver seguito le indicazioni date dal governo Lega-5 Stelle nelle risoluzioni votate a giugno 2019.

Se hai firmato qualcosa che non avevi il permesso di firmare dimettiti e chiedi scusa perché con i risparmi degli italiani non si scherza“, ha commentato il segretario della Lega. Salvini ha dichiarato che si avvantaggerebbero le banche tedesche e che martedì sarà a Bruxelles affinché “l’Italia sia rappresentata da qualcuno che cede nella battaglia ancora prima di cominciarla“.

Paolo Genitiloni: “Ombrello protettivo per l’Italia”

A parlare del Fondo Salva Stati su Il Corriere della Sera è Paolo Genitolini, neo Commissario europeo per gli Affari Economici. “Non posso che dire che la riforma di cui si parla è stata fatta per introdurre un ombrello protettivo in caso di crisi bancarie“, ha dichiarato Gentiloni, “Le modalità sono state negoziate tra l’autunno 2018 e il giugno 2019. L’ultima parola spetterà ai Parlamenti. Sull’Italia mi limito a dire che non ha bisogno di ombrelli, né per le sue banche, né per il suo debito, che va ridotto ma è perfettamente sostenibile“. L’ex presidente del Consiglio, sulle bordate che arrivano contro il Mes, avverte che “può alimentare rischi sul mercato che oggi non esistono“.

Il pressing su Luigi Di Maio: il Movimento si spacca

Tutti i nodi che stanno dividendo il Movimento 5 Stelle si stanno stringendo proprio sul Mes. Luigi Di Maio mette il veto sulla ratifica, minacciando di spaccare la maggioranza. Non tutti tra i pentastellati sono però felici della linea del capo politico, messo duramente in discussione. Per il ministro è dovuto scendere in campo anche Beppe Grillo, blindandone la posizione. Di Maio vorrebbe che il governo chiedesse un rinvio della ratifica a primavera, ma il Partito Democratico alza le barricate.

Non si può a 4 giorni dalla ratifica di un trattato internazionale rimettere tutto in discussione e chiedere un rinvio“, ha commentato Graziano Del Rio. Richieste al leader pentastellato arrivano anche da Giorgia Meloni: “Se, davvero, Conte avesse svenduto gli interessi nazionali per perseguire quelli personali sarebbe normale denunciarlo per alto tradimento“, ha scritto su Twitter. E da Sky Tg24 si è rivolta al ministro degli Esteri: “Se a Di Maio resta un briciolo di dignità, dimostrando di non pensare solo alla poltrona, faccia cadere il governo su questo imbroglio“.