Bare dei vigili del fuoco morti a Quargnento

Un mese dopo l’esplosione della cascina di Quargnento (Alessandria), arriva l’ok ai benefici per gli eredi dei vigili del fuoco rimasti uccisi. La firma dei decreti, da parte del capo del Corpo nazionale, è datata 29 novembre 2019 e dà ufficialmente il via libera a un’elargizione speciale e a un assegno vitalizio mensile, oltre alla possibilità di assunzione per figli e congiunti.

Benefici per gli eredi dei pompieri morti

Via libera del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ai benefici in favore dei familiari dei 3 pompieri morti nell’esplosione della cascina di Quargnento, all’alba del 5 novembre scorso.

Gli eredi di Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo potranno accedere a quanto stabilito con decreto firmato dal capo Fabio Dattilo il 29 novembre scorso.

Nello specifico, come reso noto in un comunicato stampa sul sito del Corpo nazionale, si tratta di un’elargizione speciale di circa 250mila euro e di un assegno vitalizio mensile di circa 1.200 euro.

Al personale dei Vigili del fuoco, in caso di decesso il servizio, si applica la normativa vigente che riconosce il pompiere come “vittima del dovere”, ammettendo così la concessione di alcuni benefici ai familiari.

È quanto previsto “al pari degli altri Corpi dello Stato“, si legge ancora nella nota, in cui si sottolinea come sia ferma la possibilità di assunzione – per i figli, al compimento della maggiore età, e per i congiunti dei deceduti in servizio – all’interno del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

La strage di Quargnento

I 3 pompieri morti nella strage di Quargnento erano intervenuti con la squadra dopo la segnalazione di un’esplosione che aveva interessato una cascina.

Giunti sul posto, erano rimasti coinvolti in una seconda esplosione, quella che li ha uccisi.

Feriti altri uomini impegnati nelle operazioni di soccorso: il carabiniere Roberto Borlengo – la cui telefonata disperata ai colleghi è impressa nelle cronache – e i vigili del fuoco Luca Trombetta e Giuliano Dodero. In carcere, con l’accusa di aver provocato la morte dei 3 pompieri facendo saltare in aria l’edificio, si trova il proprietario Giovanni Vincenti.