Tragedia di Corinaldo

Domani, 7 dicembre, sarà l’anniversario della tragedia di Corinaldo. 6 persone sono morte schiacciate dalla calca, 5 erano giovanissimi. La sesta vittima invece era una madre, Eleonora Girolimini. Il marito Paolo ha raccontato ad Adnkronos il dolore per la sua scomparsa e cosa è cambiato a distanza di un anno.

Un anno dalla tragedia

In questi giorni si stanno susseguendo racconti, richieste di aiuto e nuove accuse sulla vicenda di Corinaldo. La sera del 7 dicembre 2018, durante un concerto di Sfera Ebbasta, la folla si diede alla fuga per colpa di uno spray al peperoncino spruzzato da una banda di ragazzi, molti dei quali arrestati per la vicenda.

Morirono 5 ragazzi e una madre che aveva accompagnato la figlia al concerto.
Il dolore che circonda la vicenda è ancora molto forte: lo si è sentito nelle parole di Fazio Fabini, padre della 14enne Emma che non riesce a sbloccare il telefono della figlia per vederne le ultime foto. Ancora, lo si è percepito dalle parole di rabbia di Donatella Magagnini, madre del 16enne Daniele, che se l’è presa con Sfera Ebbasta per non avrebbe mai chiamato le famiglie.

Tante storie, tutte drammatiche.

Eleonora, la mamma morta nella calca della discoteca

5 famiglie piangono la tragica scomparsa dei giovanissimi figli, ma non da meno è il dolore di Paolo Curi, marito della 39enne Eleonora Girolimini, che si trovava alla Lanterna Azzurra per accompagnare la figlia.
Ad Adnkronos l’uomo ha raccontato di aver cambiato vita, casa, lavoro: tutto per mettere al primo posto i quattro figli.”Vivevamo in un casolare di campagna – dice Paolo Curi – l’avevamo costruito con tanti sacrifici. L’ho dovuto affittare per andare a vivere in un appartamento in città“.

Più comodo per le scuole dei figli, dice, ma c’è anche il bisogno di allontanarsi: “C’erano troppi ricordi“.

Senza la moglie, ha chiuso l’azienda

Non è stato facile, per Paolo Curi, perdere la moglie, madre dei quattro figli. Una mancanza che è stata subito evidente: “Ho provato a rifare le stesse cose per ricordare lei, ma ho visto che senza di lei non avevano alcun valore“. Da qui il cambio vita e la decisione di chiudere l’azienda di giardinaggio. “Ho dovuto chiuderla, ora faccio un lavoro sempre legato al verde“.

Una scelta legata anche all’amore per i figli: “Ho preferito puntare su altri valori, vedere crescere i miei figli, mi sono rimasti solo loro“.
Anche per loro è stato traumatico perdere la madre, morta nella tragedia di Corinaldo: “Si svegliavano di notte piangendo e cercavano la mamma – racconta il marito a Adnkronos ora sembrano abbastanza sereni e questo mi sta gratificando”.

Fiducia nel lavoro della magistratura

Dopo aver ringraziato il Sindaco e il Comune di Senigallia per il supporto, Paolo Curi esprime fiducia anche nel percorso giudiziario. “Chiedo solo una cosa: tutti devono pagare alla stessa maniera. La banda dello spray era una banda di giovani, organizzata però in modo criminoso“.
La richiesta è quindi di indagare a 360 gradi, comprese le irregolarità sul magazzino agricolo adibito a discoteca. Lui era lì, quella sera: “Penso di avere il diritto di pretendere che vengano assicurati alla giustizia tutti i colpevoli e che venga inflitta loro la pena adeguata“.