Cronaca

Disastro Banca Popolare di Bari: l’ombra della corruzione su Bankitalia

Continuano le indagini sulla Banca Popolare di Bari, che vede una decina di indagati. Sospetta corruzione per quanto riguarda l'ex presidente nei confronti di Banca d'Italia
pop bari

Le indagini della Procura di Bari fanno emergere un quadro fosco sulla Banca Popolare di Bari, una delle maggiori del Sud Italia. Sullo sfondo emerge una gestione familiare che ha attinto a piene mani tramite bonus e gettoni di presenze nel cda. Mentre la banca falliva, il consiglio di amministrazione non lesinava aumenti ai suoi membri, mentre dava continue linee di credito a imprese finite in bancarotta. La lente dei magistrati potrebbe ora spostarsi anche sulla Banca d’Italia che, come anticipa La Repubblica, sarebbe coinvolta nella non limpida acquisizione di Banca Tercas da parte della Pop Bari.

Il crollo della Banca barese potrebbe costare quasi un miliardo agli italiani, dopo la decisione del salvataggio da parte del governo. L’operazione ha creato non pochi scontri all’interno del governo.

Banca Popolare di Bari: i sospetti di corruzione verso Bankitalia

Il commissariamento della Pop Bari è arrivato il 13 dicembre, dopo che la banca ha registrato perdite per 420 milioni nel 2018. Emerge ora un filone di indagini, partite dal 2016, che potrebbe condurre direttamente alla Vigilanza di Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia.

La Repubblica ha rivelato che su Marco Jacobini, ex presidente di BpB, si addensano sospetti di corruzione per l’acquisizione di Banca Tercas, ordinata da Bankitalia.

Jacobini ha ricevuto un avviso di proroga delle indagini preliminari, riguardanti l’acquisizione dell’istituto nel 2014. Per permettere la manovra, Bankitalia tolse alcune restrizione a Pop Bari, come il divieto di fare acquisizioni stabilito nel 2010. Proprio questo atteggiamento avrebbe insospettito gli inquirenti. Per l’acquisizione, inoltre, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ha erogato 330 milioni di euro.

Via Nazionale assicura massima collaborazione con le indagini.

Milioni ai dirigenti mentre la banca falliva: il regno degli Jacobini

Le accuse che interessano i dirigenti della Banca barese sono varie e gravissime. Partendo dal fulcro dell’istituto, la famiglia Jacobini vede indagato anche Gianluca Jacobini, figlio dell’ex presidente Marco ed ex condirettore dell’istituto, per il crac delle società del gruppo Fusillo di Noci. Insieme a lui indagati l’ex ad Giorgio Papa e Nicola Loperfido, ex responsabile della direzione crediti.

L’accusa è di aver continuato ad erogare crediti per 140 milioni di euro nonostante l’azienda fosse già in difficoltà. Il reato ipotizzato è concorso in bancarotta fraudolenta.

In tutto sarebbero una decina gli indagati per la situazione della Pop Bari, che colpisce 70mila azionisti. Reati che vanno dal falso in bilancio all’estorsione e all’ostacolo alla vigilanza. In questo scenario, per i dirigenti non sono mancati i bonus milionari: La Repubblica riporta che Jacobini senior avrebbe incassato 2,5 milioni non meglio giustificati nel 2018, oltre a 655mila euro per il 2018, mentre l’ad Vincenzo De Bustis incassava un milione di compenso fisso.

Il gettone per i membri del consiglio d’amministrazione è stato alzato da 40mila a 70mila euro poco prima del commissariamento. A Gianvito Giannelli, nipote di Marco Jacobini a cui è succeduto alla presidenza, sono andati 450mila euro. E le indagini promettono altre spiacevoli sorprese.

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