trump discorso alla nazione

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato alla nazione dopo l’attacco alle basi militari americane in Iraq. Un discorso in cui il comandante in capo assicura la massima preparazione contro la minaccia dell’Iran, che ha avvertito in merito alle sue velleità nucleari. Trump ha difeso la sua decisione di uccidere Qassim Suleimani, capo delle Forze Quds dei Guardiani della Rivoluzione e principale regista della politica estera di Teheran. Suleimani è stato definito “il primo terrorista al mondo” da Trump, e indicato come responsabile “delle peggiori atrocità“. Inoltre, il presidente ha richiesto un maggiore coinvolgimento della NATO in Medio Oriente, nominando anche l’alleato principale nella regione, l’Arabia Saudita, storico rivale dell’Iran.

Qual è la situazione tra Stati Uniti e Iran

L’escalation della tensione tra gli USA e l’Iran dopo l’omicidio del generale Qassim Suleimani, il numero 2 del regime di Teheran, continua a crescere. Nonostante i continui attacchi verbali e militari, per il momento sembra improbabile che si arrivi ad un confronto diretto. Il regime degli ayatollah è riuscito a ricompattare una società profondamente divisa e in cerca di modernizzazione con la morte del pasdaran, considerato un martire in Patria.

Teheran rimane comunque indebolita da una crisi economica profonda, che renderebbe difficile reggere un simile conflitto, nonostante le roboanti dichiarazioni.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, Trump è stato eletto anche grazie alla promessa del disimpegno in Medio Oriente, una volontà echeggiata nel suo discorso, mentre la maggior parte dell’opinione pubblica americana sarebbe contraria ad un nuovo conflitto. L’anno delle elezioni è particolarmente delicato per il tycoon, che deve vedersela anche con il processo per l’impeachment. La strategia degli Stati Uniti appare inoltre confusa e non è chiaro quali passi la Casa Bianca intenda fare per risolvere la crisi.

Il discorso di Donald Trump alla nazione

Trump esordisce in modo chiaro, circondato dai consiglieri e dal comando militare: “Finché sarò Presidente degli Stati Uniti all’Iran non verrà mai permesso di avere armi nucleari“. Per quanto riguarda l’attacco alle basi in Iraq dichiara: “Sono felice di informarvi che i cittadini americani dovrebbero essere estremamente grati e felici, nessun americano è stato ferito negli attacchi della scorsa notte del regime americano. Non abbiamo sofferto vittime, tutti i nostri soldati sono salvi“.

Il tempo delle belle notizie dura poco e Trump torna sul fosco futuro assicurandosi pronto ad un confronto con l’Iran: “Una grande forza americana è preparata per qualsiasi cosa. L’Iran sembra si stia ritirando, che è una cosa bella per tutte le parti coinvolte e una cosa buona per il mondo“. C’è poi il riferimento alla Rivoluzione iraniana, di cui la crisi degli ostaggi rimane una ferita mai dimenticata dagli Stati Uniti: “Per troppo tempo, indietro fino al 1979 ad essere esatti, le nazioni hanno tollerato il comportamento distruttivo e destabilizzante dell’Iran in Medio Oriente e oltre“.

L’Iran e il nucleare: l’attacco all’accordo di Obama

Il presidente ha giustificato l’omicidio di Suleimani, dichiarando che “negli ultimi giorni stava pianificando un nuovo attacco contro bersagli americani, ma noi l’abbiamo fermato. Avrebbe dovuto essere terminato tempo fa“. Per quanto riguarda l’Iran, Trump ha annunciato nuove sanzioni, mentre si valutano le opzioni in risposta all’attacco iraniano. “Queste poderose sanzioni rimarranno finché l’Iran non cambierà atteggiamento“, continua. “Le ostilità iraniane sono aumentate dopo il folle accordo sul nucleare firmato nel 2013 e gli sono stati dati 150 miliardi. I missili sparati la scorsa notte contro di noi e i nostri alleati sono stati pagati con i fondi resi disponibili dalla precedente amministrazione“.

Arriva poi l’avvertimento ad alleati e nemici: “L’Iran deve abbandonare le sue ambizioni nucleari e concludere il suo supporto al terrorismo. È arrivato il tempo che Regno Unito, Germania, Francia, Russia e Cina riconoscano questa realtà“. Trump lancia un richiamo al “mondo civilizzato” per mandare un “messaggio chiaro e unificato al regime iraniano“. La “campagna di terrore, omicidio, caos non sarà più tollerato“, conclude.