hassan rouhani e donald trump

Di ieri sera, orario italiano, le ultime novità sul fronte quanto mai infuocato che separano gli Usa da una parte e l’Iran dall’altra. Da Teheran, ieri, l’annuncio di una probabile ritirata dall’accordo stipulato nel 2015 sul nucleare, l’eco di una vendetta arrivata a minacciare l’America ma anche un Occidente che arriva postuma al raid Usa in cui è stato ucciso il generale iraniano, Qasem Soleimani. Oggi funerali del generale iraniano a Teheran e la tensione è alle stelle.

Bagno di folla ai funerali di Soleimani a Teheran

In una situazione quanto mai pericolosa e a cui il mondo sembra assistere in maniera del tutto inerme di fronte ad un tragico gioco di guerra cui non si conoscono le regole né gli attanti, anche le parole possono correre più veloci del loro contenuto. Di oggi le forti parole di Amir Ali Hajizadeh, il comandante delle unità aerospaziali dei Pasdaran, riportate da Ansa e pronunciate nel corso dei funerali di Soleimani a cui hanno preso parte milioni di persone che hanno letteralmente invaso le strade di Teheran. “Anche se colpissimo tutte le basi Usa, o uccidessimo Trump o il suo ministro della Difesa, non sarebbe sufficiente a vendicare l’uccisione di Qassem Soleimani – le fortissime parole Amir Ali Hajizadeh, pronunciate nel corso della funzione – Solo l’espulsione degli americani dalla regione lo sarà“.

Trump – Rouhani: numeri, simboli e avvertimenti

E al centro dell’attenzione, proprio oggi nel corso dei funerali di Soleimani, ci sono le parole di Donald Trump, pronunciate ieri: “A loro è consentito uccidere, torturare e mutilare la nostra gente e a noi non è consentito toccare i loro siti culturali? Non funziona così“, a cui sarebbe seguita la minaccia di colpire anche i siti culturali iraniani nel caso in cui, in rappresentaglia per Soleimani, fossero stati colpiti obiettivi USA. Nello specifico, 52 siti: un numero simbolico che rimanda al numero degli “ostaggi americani presi dall’Iran molti anni fa“.

Parole a cui fanno ecco quelle espresse, sempre via Twitter da Hassan Rouhani, 7° Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran: “Coloro che si riferiscono al numero 52 dovrebbero ricordare anche il numero 290. #IR655. Non minacciare mai la nazione Iraniana“.