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L’Iran ammette la responsabilità per l’incidente aereo che ha coinvolto un Boeing 737 della Ukraine International Airlines e in cui sono morte 176 persone. Il velivolo è esploso vicino l’aeroporto di Teheran l’8 gennaio e la causa, come dichiarano i militari iraniani, sarebbe stato un missile lanciato per un errore umano. Il Boeing si sarebbe avvicinato ad una base militare i cui sistemi erano in allerta per la crisi con gli Stati Uniti.

I pasdaran fanno mea culpa: “Ho desiderato essere morto”

Aggiornamento – Durante una conferenza stampa, Amir Ali Hajizadeh, comandante delle Forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione, ha dichiarato che sarebbe stato un soldato ad abbattere l’aereo.

L’operatore missilistico avrebbe scambiato il Boeing per un missile e, a causa di un malfunzionamento delle comunicazioni, non avrebbe potuto chiedere ordini ai superiori. Avrebbe così preso autonomamente la decisione di aprire il fuoco, essendo la finestra d’azione di soli 10 secondi. “Mi prendo la piena responsabilità e obbedirò qualsiasi decisione venga presa“, ha continuato il comandante dei pasdaran, “Avrei preferito morire piuttosto che assistere a questo incidente“.

Boeing esploso in Iran: un errore umano dietro i missili

I sistemi di difesa antiaerea iraniani avrebbero erroneamente preso di mira il Boeing, facendolo precipitare.

In un comunicato, il Quartier generale delle Forze armate iraniane ammette che essendo il sistema di difesa aerea iraniana in allerta per “contrastare ogni possibile ritorsione degli americani e dunque in condizioni così sensibili e critiche, il volo n. 752 dell’Ukraine International Airlines parte dall’aeroporto Imam Khomeini“, che avrebbe cambiato direzione, “assomiglia completamente a un obiettivo ostile che si avvicina a un centro sensibile dell’IRGC”.

La nota continua: “In queste circostanze, a causa di un errore umano e involontariamente, l’aereo è stato preso di mira.

Purtroppo ha portato al martirio di una schiera di cari compatrioti e alla perdita della vita di alcuni cittadini stranieri“.

Il presidente Rouhani: “Le indagini continuano”

La Repubblica Islamica dell’Iran rimpiange profondamente questo disastroso errore“, ha scritto su Twitter il presidente Hassan Rouhani. Il politico assicura approfondite indagini “per identificare e perseguire questa grande tragedia e un errore imperdonabile“.

Il ministro degli Esteri Mohamad Javad Zarif ha puntato il dito contro “l’avventurismo americano” che avrebbe condotto a questo errore.

Ma il presidente ucraino  Volodymyr Zelensky ha dichiarato di volere “una piena ammissione di colpa“. Inoltre, “ci aspettiao che l’Iran assicuri la propria disponibilità a piene e aperte indagini, per portare i responsabili alla giustizia“.