proteste iran

Scoppia la rabbia in Iran, dove migliaia di persone si sono riversate nelle strade di Teheran per protestare contro il regime degli ayatollah nella serata di sabato. L’abbattimento dell’aereo ucraino da parte dell’antimissilistica iraniana, e il negarne le responsabilità per giorni, hanno portato diversi iraniani a chiedere un cambio di passo. La situazione nel Paese è tesissima da settimane, dalla morte del generale Qassim Suleimani, che ha portato l’escalation con gli Stati Uniti. Intano, l’Ucraina ha avuto accesso alla scatola nera del Boeing e agli interrogatori dei controllori di volo.

Iran, proteste di piazza per il Boeing abbattuto

La rabbia, contro il regime e contro i pasdaran, ha fatto partire le proteste dalle università di Teheran. L’Amirkabir, il Politecnico di Teheran, e la Sharif sono diventate il punto di ritrovo degli studenti, che si sono riuniti a migliaia. Slogan sono stati gridati contro le Guardie della Rivoluzione e la guida suprema del Paese, l’ayatollah Khamenei, colpevoli dell’abbattimento dell’aereo e di aver mentito a proposito.

Morte ai bugiardi” e “IRGC vergogna, lasciate il nostro Paese” ne sono solo alcuni esempi. I manifestanti hanno chiesto inoltre le dimissioni del comandante in capo dei pasdaran e la modifica della Costituzione su cui si sostiene il regime La polizia è intervenuta per disperdere la folla con gas lacrimogeni.

Arrestato per ore l’ambasciatore britannico

Arriva inoltre la notizia che Rob Macaire, ambasciatore britannico a Teheran, è stato arrestato per circa mezz’ora mentre prendeva parte a quella che sarebbe stata una veglia in memoria delle vittime del volo PS752. Come ha comunicato il segretario del Foreign Office del Regno Unito, Dominic Raab: “L’arresto del nostro ambasciatore a Teheran senza basi o spiegazioni è una grave violazione del diritto internazionale“.

Trump twitta in farsi

Il presidente Donald Trump ha pubblicato sui social un messaggio in farsi per sostenere le proteste. Il presidente ha dichiarato che l’Iran dovrebbe consentire alle associazione umanitarie di monitorare la situazione, accusando il regime di usare il pugno di ferro contro chi scende in piazza. “Non può esserci un altro massacro di manifestanti pacifici“, ha continuato Trump, “Il mondo sta guardando“.

Anche Mike Pompeo, il segretario di Stato, ha dato eco alle parole del presidente: “La voce del popolo iraniano è chiara.

Sono stanchi delle bugie del regime, della corruzione, dell’inettitudine e della brutalità dell’IRGC. Appoggiamo il popolo iraniano che merita un futuro migliore“.