In Cina diminuiscono i casi di coronavirus. A WUhan solo 4, il dato più basso dall'inizio della pandemia (Immagine di repertorio)

Continua a far paura il nuovo virus che sta emergendo in Cina. Finora sono state confermate 4 vittime e centinaia i casi segnalati. Ad allertare le autorità sanitarie mondiali, ci sono anche i primi casi fuori dal territorio cinese. Per gli esperti, c’è la possibilità che il virus si trasmetta da uomo a uomo.

La paura di una nuova Sars

Senza isterismi, ma il nuovo virus sta preoccupando la Cina e l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo le fonti, domani (22 gennaio) lo stesso organismo si riunirà a Ginevra, per fare il punto della situazione sul nuovo ceppo virale che finora ha causato 4 morti e centinaia di casi confermati.

Ha un periodo di incubazione di una settimana e tra i sintomi sono riportati febbre e problemi respiratori. I morti arrivano tutti dalla città di Wuhan e finora la pista su cui si sta lavorando è qualche possibile legame con il mercato ittico della città.
Quello che si sa con certezza, è che tale epidemia è causata da un coronavirus (2019-nCoV) che fa parte della stessa famiglia della Sars, il terribile virus che nel 2002-2004 causò oltre 800 vittime e migliaia di contagi.

Il virus si trasmette da uomo a uomo

Contrariamente a quanto si ipotizzava all’inizio, sembrerebbe che il virus abbia la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. La conferma è riportata dall’Adnkronos, che riferisce quanto condiviso dalla Commissione della salute pubblica cinese e resa nota anche dall’agenzia di stampa Xinhua.
Tale conferma alza ulteriormente il livello d’allarme, soprattutto negli aeroporti. Anche a Fiumicino sono scattate misure di monitoraggio e comparsi cartelli informativi sul nuovo ceppo virale. Un allarmismo che sembrerebbe aver ragione d’essere: è stato infatti riportato il primo caso in Australia.

Un australiano in quarantena: tornava dalla Cina

Numerose fonti internazionali nelle ultime ore riferiscono che ci sarebbe il primo possibile caso di coronavirus in Australia. Si tratterebbe di un uomo australiano di Brisbane, che avrebbe manifestato i sintomi del coronavirus una volta rientrato da un viaggio nella provincia di Wuhan, la città ritenuta focolaio del virus. L’uomo è stato messo in quarantena dalle autorità.

Oltre ai 4 morti accertati in Cina, ci sarebbero oltre 1700 possibili infezioni secondo quanto riferito dall’Imperial College di Londra.

Il calcolo si base anche sui casi riportati in Thailandia, Giappone e Corea del Sud, sempre di persone provenienti da Wuhan.

Primo caso negli USA

AGGIORNAMENTO DELLE 22.40 – Ci sarebbe un caso, il primo, del coronavirus negli Stati Uniti. Le autorità sanitarie federali, riporta AdnKronos, hanno rivelato che un uomo è ricoverato in isolamento al Providence Regional Medical Center di Everett, nello Stato di Washington. L’uomo è arrivato a Washington dopo un viaggio a Wuhan, luogo da cui si è diffuso il virus.