Gianna Bryant e Kobe Bryant

Si fa ancora molta difficoltà a realizzare e a metabolizzare la morte di Kobe Bryant, il grande campione dell’NBA morto ieri in un incidente in elicottero insieme alla figlia 13enne, Gianna. In corso le indagini dell’FBI che sta cercando di ricostruire la dinamica di quanto accaduto a Calabasas.

Morte Kobe Bryant, la dinamica dell’incidente in elicottero

A rilasciare qualche dettaglio in più sulla dinamica dell’incidente è ancora una volta TMZ, la testata che per prima ieri sera ha dato annuncio della morte della leggenda del basket, Kobe Bryant. Secondo quanto trapelato dalla fonte americana, a provocare l’incidente in cui è rimasto vittima la divinità del basket insieme alla figlia Gianna potrebbe essere stata la fitta nebbia che aleggiava su Los Angeles che ne avrebbe poi provocato il drammatico schianto.

9 le vittime dell’incidente

Secondo quanto diramato su Twitter dall’account ufficiale, LA County Sheriffs, che ripreso le parole dello sceriffo di Los Angeles Alex Villanueva: “In conclusione, oggi sono state 9 le vittime di questa tragedia e voglio ribadire le mie più sentite condoglianze a tutti i loro familiari e amici – scrive lo sceriffo su Los Angeles, riferendosi all’incidente in cui ha perso la vita anche Kobe Bryant – Sono un padre, un fratello e un figlio… Non riesco a immaginare il loro dolore e chiedo a tutti noi di proteggerli nelle nostre preghiere“.

La segnalazione del banco di nebbia

Secondo quanto filtrato sulla dinamica dell’incidente, circa lo schianto, questo sarebbe avvenuto ad una velocità pari a circa 300 km/h. Riprendendo le notizie diffuse da ESPN, l’elicottero si sarebbe trovato a 2400 piedi di altezza prima di schiantarsi al suolo. Informazioni ricavate da una fonte anonima che all’ESPN ha aggiunto come il pilota stesso dell’elicottero avesse avvertito la torre di controllo della virata che avrebbe da lì a breve compiuto per sorvolare lo strato di nuvole presenti. A

questo proposito, sempre in questi momenti, arrivano notizie anche da TMZ ove si apprende come la torre di controllo si fosse messa in contatto con il pilota dell’elicottero alle 9.30 del mattino – lo schianto sarebbe avvenuto alle 9.47 – dopo aver notato il velivolo girare in tondo per oltre 15 minuti, manifestando difficoltà. Di fronte al banco di nebbia incontrato, il pilota avrebbe tentato una nuova manovra cambiando direzione in maniera drastica e critica, cambiando improvvisamente l’altitudine. Uno degli ultimi gesti prima del tragico schianto.