primo piano di stefano cucchi

Sono passati quasi tre mesi dalla storica sentenza che ha messo un primo punto sulla vicenda di Stefano Cucchi. Dopo tanti, troppi anni, la sua tragica morte ha finalmente dei responsabili condannati, i Carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro. La Corte d’Assise di Roma ora ha pubblicato le motivazioni della sentenza, in cui si evince ancora una volta la natura traumatica della morte del geometra romano.

Stefano morto a causa delle lesioni

A questo punto sembra di ribadire l’ovvio, che non ci sia veramente notizia. Ma leggendo i passaggi della Corte d’Assise di Roma è bene sottolineare ancora una volta una verità che è stata per anni taciuta, se non depistata.


Stefano Cucchi, vivendo sino alla sera dell’arresto in una condizione di sostanziale benessere, se non avesse subito un evento traumatico non avrebbe sofferto di molteplici e gravi lesioni che hanno portato alla morte“. Questo scrive la Corte che ha condannato a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale i Carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro.
Più precisamente, si legge nelle motivazioni riportate da numerose fonti, è stata la lesione al midollo spinale a determinare l’aritmia che ha ucciso Stefano Cucchi.

Rigettata l’ipotesi della crisi epilettica

Nelle stesse motivazioni si spiega anche perché sia stata scartata l’ipotesi della Sudep, morte improvvisa per epilessia avanzata dalla difesa. Per i giudici questa è “una mera ipotesi non suffragata, anzi smentita, da alcuna evidenza clinica“.
Niente crisi quindi, ma “un’azione palesemente dolosa illecita“. Il tutto, si legge, eseguito da Carabinieri che hanno fatto “un uso distorto dei poteri di coercizione inerenti il loro servizio“. Per di più “in un locale della caserma ove nessun estraneo poteva avvedersi di quanto stava accadendo“.

La reazione di Ilaria Cucchi

Questa parte della vicenda sembra giunta ad una conclusione, ma c’è un altro processo in corso. Quello per il depistaggio sulla morte di Stefano Cucchi, che vede coinvolti alti vertici dell’Arma dei Carabinieri. In ballo ci sarebbe anche la querela della sorella di Stefano a Matteo Salvini.
Intanto, Ilaria Cucchi ha commentato le motivazioni della sentenza con un post: “Devo smuovermi per capire che non sto sognando“, per poi ringraziare le persone che hanno lottato e non essersi arresi insieme a lei.

Post di Ilaria Cucchi
Post di Ilaria Cucchi

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