Vincenzo Mollica a Sanremo

Se ne parla già da tempo: questo sarà l’ultimo Sanremo per Vincenzo Mollica, il famoso giornalista del Tg1 con cui gli amanti del Festival hanno appuntamento fisso da quasi 4 decadi ormai. L’arrivo della pensione infatti, a cui molti si sono opposti e che è stato procrastinato il più possibile, è oramai dietro l’angolo.

Nonostante qualche acciacco di troppo, di cui tra l’altro aveva parlato tempo fa, il noto giornalista non demorde e va avanti con grande passione, oltre che grande competenza a cui aggiunge anche un’invidiabile autoironia.

Mollica non molla nonostante la malattia

Come di consueto negli ultimi 39 anni, Vincenzo Mollica appare tutte le sere sul balconcino dell’Ariston dal quale anticipa e accoglie gli ospiti che si vedranno nel corso della serata della kermesse musicale.

L’inviato del Tg1 va avanti, con la gentilezza che lo contraddistingue da sempre e che tanto lo fa apprezzare dal pubblico ma anche dai colleghi, con profonda dedizione nonostante i segni del suo precario stato di salute siano ben visibili: “Le mani che tremano? Quello è il morbo di Parkinson. Non mi faccio mancare nulla.

Ho pure il diabete. Sono un abile orchestratore di medicinali”, aveva confessato Mollica durante un’intervista per il Corriere della Sera qualche tempo fa. “Ogni giorno mia moglie Rosa Maria mi porta qui alle 9 e viene a prendermi alle 19″, ha poi aggiunto come a dire che proprio non ne vuole sapere  di darsi per vinto.

Il glaucoma non l’ha fermato

Del resto, neanche la malattia che lo ha colpito agli occhi già da piccolo e che negli ultimi anni lo ha reso quasi completamente cieco, era riuscita a farlo perdere d’animo: “Dall’occhio sinistro non ci ho mai visto, a causa di un uveite che mi colpì da piccolo, seguita da un’iridociclite plastica.

I miei genitori mi portarono da un oculista in Calabria. Avrò avuto 7-8 anni. Origliai la sentenza da dietro la porta: ‘Diventerà cieco’”, ha raccontato Mollica sempre al Corriere della sera, qualche anno addietro.

Da quel momento adottai una tecnica: imparare a memoria tutto quello che mi circondava, in modo da ricordarmene quando sarebbero calate le tenebre”. Il giornalista è stato anche grande amico di Andrea Camilleri: “Mi ha spronato a non abbattermi, a sviluppare gli altri sensi.

Ignoro che cosa sia la depressione“.

L’autoironia di Mollica

Lo storico volto della Rai è da sempre apprezzato, oltre che per la sua passione e per il suo garbo, anche per la sua autoironia:  “Io lo dico sempre, quando schiatterò, perché prima o poi tutti schiattano, voglio scegliere la mia foto sulla tomba, perché ogni volta che vado a un funerale ho l’impressione che il morto non avrebbe scelto quella foto sulla lapide. E allora io ho scelto che sulla mia tomba dovrà esserci la foto di Vincenzo Paperica, con la scritta: ‘Qui giace Vincenzo Paperica, che nella vita fu Mollica‘”, aveva poi detto a Che Tempo che fa, riferendosi così alla sua più grande passione su tutte, quella per il fumetto.

Chi è Vincezo Paperica

Una delle maggiori soddisfazioni della sua vita fu proprio quello di aver visto dare alla luce il personaggio di Vincenzo Paperica, il suo alter ego paperizzato. Nel 1995, infatti, esce la storia “Paperino Oscar del centenario” in cui compare per la prima volta il personaggio dello strano cronista appassionato di cinema nato dalla matita di Giorgio Cavazzano da un’idea di Andrea Pazienza, noto fumettista scomparso nel 1988, il quale, per prendere in giro il giornalista, un giorno l’ha ritratto con un becco.

Da lì Paperica divenne un personaggio molto amato le cui avventure, legate sempre al mondo dello spettacolo, sono scaturite dalla fantasia non solo di Vincenzo Mollica stesso ma anche anche da autori come Tito Faraci e Fausto Vitaliano.

APPROFONDISCI:

Il saluto a Vincenzo Mollica durante il Festival di Sanremo

Vincenzo Mollica: per lui è l’ultimo Sanremo prima della pensione

Vincenzo Mollica va in pensione: l’appello dell’amico Fiorello

Il dramma del giornalista Vincenzo Mollica: “Sto perdendo la vista”