conte mattarella renzi

Qualcosa si muove tra Palazzo Chigi e il Quirinale, in particolare Giuseppe Conte che, secondo le ricostruzioni presentate dalla stampa, avrebbe incontrato il capo dello Stato sabato mattina. Il faccia a faccia sarebbe avvenuto per misurare il polso a un governo alquanto traballante, specie a causa dell’opposizione interna di Matteo Renzi. La crisi di governo sembra essere nell’aria come la primavera, e altrettanto anticipatamente. Il premier però sembra deciso a mantenere in piedi la maggioranza, senza subire ricatti.

I grattacapi del governo

In due diverse note stampa di Palazzo Chigi e Quirinale, i presidenti hanno smentito quanto uscito oggi sulle prime pagine dei più noti quotidiani.

Secondo le indiscrezioni, Mattarella e Conte si sarebbero incontrati per discutere la strategia per disinnescare la mina Renzi che minaccia di mandare sotto la maggioranza al Senato.

Renzi a tutto campo

Il pomo della discordia sarebbe la riforma della prescrizione, una scusa strumentale secondo Conte, che servirebbe al segretario di Italia Viva per mettere pressione sul governo. Il neo partito di Renzi è al 3%, difficilmente sarà così smanioso di andare ad elezioni, per cui la bufera renziana sarebbe una tattica per risalire al corrente.

Le ministre di Italia Viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti hanno disertato il Consiglio dei Ministri del 13 febbraio in cui si sarebbe discusso il processo penale. Renzi stesso ha minacciato la sfiducia al ministro Alfonso Bonafede, arrivando allo scontro diretto con il premier, irritato anche perché Italia Viva ha votato diverse volte insieme all’opposizione.

Il PD dice no ai “responsabili”

Per vedere quello che Conte pensa sia un bluff di Italia Viva, il premier avrebbe deciso di portare il Parlamento a votare la fiducia.

Nel campo renziano ci sarebbero degli scontenti, almeno 5, che sarebbero pronti a votare insieme alla maggioranza di cui fanno parte.

Ci sono momenti nei quali la politica ha una sua invincibile evidenza.Oggi è chiaro a tutti, tranne ai fanatici, che la…

Gepostet von Goffredo Bettini am Sonntag, 16. Februar 2020

Questo toglierebbe anche le castagne del fuoco con il PD, che ha vietato di intercettare i “responsabili” al Senato. La corda si tira ma nessuno vuole arrivare allo strappo, né Italia Viva né tantomeno il Movimento 5 Stelle, che ieri si è riunito in piazza a Roma per tentare di risollevare i consensi.

Le smentite

Palazzo Chigi: “Nessuna nuova maggioranza”

Dalla presidenza del Consiglio arriva la secca smentita in una nota: “La Presidenza del Consiglio smentisce tutte le ricostruzioni, apparse questa mattina sui giornali, relative alle presunte intenzioni del Presidente Giuseppe Conte“.

Il presidente “non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostengono il governo“.

Nella nota si ribadisce l’impegno di Conte “con i tavoli di lavoro per l’Agenda di governo 2023, tavoli a cui partecipano tutte le forze di maggioranza, Italia Viva inclusa. L’unico pensiero del presidente è rilanciare l’azione di governo per far partire le tante riforme che il Paese aspetta“.

Infine si ribadisce che “alcuni virgoletti, affermazioni e frasi che ieri sarebbero state scambiate, al Quirinale, nel corso del colloquio avvenuto tra il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente del Consiglio Conte sono esercizio di fantasia e le connesse ricostruzioni risultano arbitrarie“.

Il Quirinale: “Stupore per le ricostruzioni”

Anche il Colle fa sapere che prova “stupore per le ricostruzioni apparse in qualche quotidiano, in cui, anche con virgolettati, si attribuiscono abusivamente intenzioni al Capo dello Stato riguardo alla situazione politica, con riferimento a uno degli incontri che avvengono tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio“.

Italia Viva serra i ranghi

In Italia Viva intanto si mormora sui nomi dei possibili transfughi di ritorno al PD.

Ovviamente le smentite anche qui non mancano, ma sempre la stampa tira fuori qualche petalo della rosa: Gelsomina Vono, ex 5 Stelle ora IV, Ernesto Magorno, ex dirigente del PD calabrese vicino a Luca Lotti, Leonardo Grimani e Donatella Conzatti, la prima parlamentare di Forza Italia a passare con Renzi.

Il segretario prepara la controffensiva: il prossimo obiettivo sarebbe il reddito di cittadinanza, contro cui Renzi vuole dare battaglia. Il fiorentino non è riuscito a catturare il voto moderato e il suo partito sembra arenato e destinato a rimanere marginale.

Soprattutto visto che il PD sembra pronto a sbattere la porta in faccia allo scissionista, a cominciare dalle prossime amministrative.