primo piano di stefano cucchi

Prosegue la seconda grande fase processuale per l’omicidio di Stefano Cucchi. Dopo la condanna per omicidio ai 2 Carabinieri autori del pestaggio, ora la Procura cerca i responsabili del depistaggio sulla morte del giovane romano. All’udienza di questi giorni, tenutasi a porte chiuse, ha parlato il Carabiniere che riportò i sospetti sulle botte subite da Stefano Cucchi.

Parla Pietro Schirone, che denunciò tutto ai superiori

La vicenda della morte di Stefano Cucchi negli anni ha assunto la malsana connotazione del “noi contro voi”, dove alternativamente si identifica la famiglia Cucchi e l’Arma dei Carabinieri.

Come dichiarato dalla stessa Ilaria dopo la storica sentenza contro i Carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro, però, la famiglia non ce l’ha mai avuta con l’Arma in generale, solo con i responsabili della morte di Stefano.
A dimostrazione che sotto processo non c’è tutto il corpo militare, nell’udienza di ieri a Roma ha parlato Pietro Schirone. Si tratta del Carabiniere della Compagnia Casilina che col collega Stefano Mollica portò Stefano in tribunale per l’udienza. Lo stesso che nel 2009 dichiarò ai pm i sospetti sul pestaggio di che Stefano Cucchi.

Non solo: lo disse anche ai suoi superiori, per poi ribadirlo al processo.

Sotto accusa il Generale Casarsa

I media sono soliti riferirsi a Schirone come un “Carabiniere atipico (Corriere della Sera). Questo perché nel corso di un processo per depistaggio è l’unico che dall’inizio ha sempre parlato apertamente di pestaggio. Non è l’unico “buono” di questa vicenda, anzi: in questo processo si sono dichiarati parte civile anche Massimo Colombo Labriola e Francesco Di Sano. I 2 hanno dichiarato che c’era stata una “strana insistenza nel chiederci di eseguire quelle modifiche che all’epoca non capivamo“.


Nell’udienza di ieri si è tornati a parlare ovviamente dei superiori dell’Arma, come il Generale Casarsa, imputato per depistaggio. Proprio lui è protagonista della recente novità emersa.

La presunta minaccia di Casarsa a Schirone

Il Corriere della Sera, ma anche la stessa Ilaria Cucchi sui social, rendono note infatti alcune dichiarazioni emerse nell’udienza di ieri, tenutasi a porte chiuse e senza giornalisti per evitare possibili contagi da Coronavirus. Dopo aver sentito quanto detto da Schirone, il Generale Casarsa gli avrebbe chiesto se si rendesse conto del peso che le accuse avevano per l’Arma, per poi avanzare quella che è stata interpretata come una minaccia.

Il Corriere riferisce che Casarsa avrebbe infatti chiesto a Schirone se volesse tornare in Puglia. Una frase che potrebbe suonare intimidatoria e su cui la Procura stessa deve trovare riscontro.
La difesa del Generale sottolinea che “il teste ha detto di non avere inteso quella frase come una pressione da parte dei vertici“. Inoltre, “Casarsa non aveva il potere di decidere su eventuali trasferimenti di un sottoposto“.

Post di Ilaria Cucchi
Post di Ilaria Cucchi

Tuttavia Casarsa, se venissero confermati questi elementi, sarebbe stato più preoccupato dell’immagine dell’Arma che del consegnare alla giustizia gli assassini di Stefano, contribuendo ad una serie di silenzi e depistaggi che sono valsi anni di processo in più.

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