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Taranto, ex Ilva – ArcelorMittal: firmato l’accordo, freno a mano dei sindacati

Trovata l'intesa tra i commissari dell'amministrazione straordinaria dell'ex Ilva di Taranto e i vertici della ArcelorMittal
impianto ilva di taranto

Lo scenario prospettato a novembre faceva preludere uno scontro tra le parti in aula di Tribunale ma, al limite, la situazione sembra essere stata sanata. Firmato questa mattina, nello studio notarile milanese, l’accordo tra i commissari della ex Ilva e i vertici di Arcelor-Mittal, colosso industriale mondiale nel settore dell’acciaio con quartier generale a Lussemburgo.

Ex Ilva, c’è l’intesa con ArcelorMittal

Erano i primi giorni di novembre quando i vertici della ArcelorMittal depositavano al Tribunale di Milano le carte con le quali annunciavano la volontà di voler interrompere ex abrupto il contratto che legava la società, leader mondiale nell’ambito, all’ex Ilva di Taranto.

Una mossa inaspettata, un preludio di scacco matto ora disatteso a fronte di un accordo firmato e controfirmato che sigla una partita patta a tutti gli effetti. Di fronte alla volontà di recedere il contratto, si erano opposti i commissari dell’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva di Taranto che avevano conseguentemente presentato un ricorso cautelare urgente proprio contro la ArcelorMittal, decisi ad impedirne il disimpegno.

Le modifiche al contratto

Ora però, sulle carte dell’accordo sono state depositate le firme dei commissari dell’ex Ilva e dell’ad della società, Lucia Morselli. Un accordo tra le parti che ha previsto, come si prospettava, la modifica del contratto in termini di fitto e acquisizione della ArcelorMittal. Sigle a suggello, tra le tante modifiche, di un nuovo piano industriale che dovrà articolarsi per il periodo compreso tra il 2020 e il 2025 a cui si aggiunge l’impegno a completare le attività Aia e dunque il completo rifacimento dell’altoforno 5 e la divisione tra le parti di tutti i costi relativi all’adeguamento degli altiforni 1,2 e 4.

L’avversione dei sindacati

Permane però scontento da parte del sindaco di Taranto che, anche di fronte all’accordo firmato, permane contrario andando così a confermare uno dei punti di rottura che la ArcelorMittal aveva evidenziato a novembre tra quelle “cause ostative” che avrebbero favorito il recesso del contratto.

La ArcelorMittal puntava il dito sull’ostilità nutrita nei confronti della società stessa da parte della comunità e delle istituzioni tarantine. Atteggiamento confermato anche alla luce dell’accordo proprio dal sindaco Melucci che, in linea con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, bocciano l’intesa ritrovata.

Come si apprende dal comunicato sul sito della Cisl: “Il negoziato avvenuto da Novembre 2019 non ha visto alcun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Alla luce dei contenuti appresi, riteniamo assolutamente non chiara la strategia del Governo in merito al risanamento ambientale, alle prospettive industriali e occupazionali del Gruppo. A questa incertezza si somma una totale incognita sulla volontà dei soggetti investitori, a partire da Arcelor Mittal, riguardo il loro impegno finanziario nella nuova compagine societaria che costituirà la nuova AMinvestco“.

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