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Ancora una volta l’appello di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è al singolo. Parlando in termini di epidemia da Coronavirus in Italia, in questo momento il richiamo è al buon senso del cittadino: “Siamo in piena battaglia, dobbiamo essere tutti consapevoli che il comportamento di ognuno di noi influenza l’andamento o una nostra leggerezza – dichiara Brusaferro a Radio Anch’Io – Riguarda chi ci sta accanto e rischia di ricadere sulla parte più fragile della nostra società“.

L’ISS sulla trasmissione del Covid-19 in Italia

L’emergenza da Coronavirus continua ad essere al centro dell’attenzione e al centro della vita di ogni cittadino italiano.

Di queste ore l’ultimo studio dell’ISS, l’Istituto Superiore della Sanità che ha così descritto la situazione italiana legata al Covid-19: “La trasmissione dell’infezione da Sars-Cov-2 è avvenuta in Italia per tutti i casi, ad eccezione dei primi 3 segnalati dalla regione Lazio che si sono verosimilmente infettati in Cina, ed è stata poi segnalata dalla regione Lombardia una persona di nazionalità iraniana, tuttavia non è stato indicato dove possa essere avvenuto il contagio anche se la persona si è verosimilmente infettata in Iran“.

Anziani i più a rischio ma ci sono casi tra i giovanissimi

Sempre l’ISS spiega come questo sia il risultato frutto di un’indagine epidemiologica. Sempre Brusaferro a Radio Anch’io: “La curva dei contagi mostra che sta crescendo, in particolare in questo momento in Lombardia. Ci sono in altre regioni dei focolai, per ora limitati, ma che non devono farci illudere che non possano svilupparsi: per questo è importante adottare tutte e sistematicamente le misure che abbiamo raccomandato“.

Già la settimana scorsa, su uno studio a campione su 105 deceduti per Coronavirus sino al 4 marzo scorso, l’ISS aveva avviato uno studio volto a delineare il potenziale identikit delle vittime sì da delineare, di conseguenza, il potenziale paziente a rischio.

Uno studio che aveva evidenziato come, ad essere più vulnerabili in termini di Coronavirus, fossero persone anziane e con uno o più patologie pregresse.

E sempre l’ISS in queste ore, come riportato da Il Corriere della Sera, specifica come però gli under 30 non possano considerarsi immuni al Covid-19: “Le fasce di età più giovani hanno forme meno gravi e letali – spiega Brusaferro – Ma possono comunque infettare gli altri.

È per questo che devono sentirsi responsabili dei loro comportamenti“.

43 bambini positivi al Covid-19

Sempre il presidente dell’ISS si sofferma poi sull’incidenza del virus nella fascia più giovane. Sebbene le percentuali siano minime, sono stati registrati alcuni casi di bambini molto piccoli affetti da Covid-19: in totale sono stati al momento 43 i casi in Italia di bambini d’età compresa tra lo 0 e i 9 anni colpiti. Un numero che cresce se si guarda da vicino la fascia d’età compresa tra i 10 e i 19 anni, in cui si registrano 85 casi, 296 quelli tra i 20 e i 29 anni e 470 quelli tra i 30 e i 39 anni.

A questi dati, tra le discriminanti prese in considerazione per stilare un identikit, c’è anche il sesso e gli uomini si confermano essere, con una percentuale fissata al 62%, il genere più colpito dal Covid-19.

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